Scene da un matrimonio, all’Eliseo il riadattamento di Konchalovsky

In scena fino al 17 novembre al teatro Eliseo di Roma, Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman, che ne apre la stagione 2019/2020

In scena fino al 17 novembre al teatro Eliseo di Roma, Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman, ha inaugurato la stagione 2019/2020. Andrei Konchalovsky riadatta per il teatro uno delle pellicole più note del regista svedese su un tema intimo come la relazione di coppia all’interno delle mura domestiche. Ambientato negli anni 60, Milenka e Giovanni, sposi freschi e apparentemente felici, cominciano a sentire i primi affanni di un matrimonio borghese che si regge da troppo tenpo su un sottile gioco di compromessi.

Innumerevoli storie portate a teatro o sul grande schemo inneggiano alla stabilità, che di solito richiede l’addomesticamento degli impulsi più selvaggi. Scene di un matrimonio rivela che tale narrativa è assurda e indesiderabile. Nella rielaborazione del racconto di Konchalovsky emerge con evidenza il concetto che se siamo per sempre a nostro agio, allora siamo stagnanti e la stagnazione è allineata con l’inutilità e la morte.

Le riprese di varietá televisivi ed eventi sportivi e politici ricostruiscono la scena sociale dell’epoca mentre Milenka e Giovanni affrontano le evasioni del loro rapporto di coppia. Fino a quando l’amore di Giovanni per un’altra donna scatena torrenti di rabbia e risentimento imbottigliati per anni. La reazione della donna è quella di sentirsi disperatamente sola e abbandonata. E’ costretta, dunque, a riscoprirsi e reinventarsi, risorgendo dalle proprie ceneri come una fenice, per vivere la propria vita senza di lui. Quando, dopo qualche mese, l’uomo torna a casa per prendere le proprie cose, si rende conto di desiderare ancora l’amore della moglie.

Lo spettacolo è tutto giocato sui dialoghi che ci portano a sentirci intrappolati sul palco insieme ad una coppia che litiga. Lentamente si  prende consapevolezza del fatto che condiviamo ampiamente le loro delusioni e la paura che tutto diventi una abitudine, anche le persone.

Konchalovsky conferma l’aggressività passiva che domina le relazioni. Sotto l’apparenza di una normalità, i due sono già in crisi, ma fanno di tutto per non confessarlo, prima di tutto a se stessi, e poi al partner. Julia Vysotskaya – Milenka e Federico Vanni – Giovanni, due personaggi che forse oggi appaiono perfino datati, danno il loro meglio per offrire contemporaneamente un micro e macro dramma dei pericoli della convivenza. Può accadere così che ci si ritrovi come compagni di letto dei perfetti sconosciuti.

La loro ricerca della verità è la vera evasione, in quanto non c’è più nulla di particolare da scoprire.

Foto di copertina: Julia Vysotskaya e Federico Vanni

Autore dell'articolo: Monica Straniero