Liliana Segre: no alle leggi speciali per i Rom e Sinti

Tra i sopravvissuti della Shoah, Liliana Segre ha dedicato la vita adulta a testimoniare gli orrori dell’olocausto. Nel suo primo intervento al Senato, ha detto no alle leggi speciali contro i popoli nomadi

Nel giorno del voto di fiducia al al governo giallo verde targato Giuseppe Conte, Liliana Segre ha suscitato lunghi applausi e una standing ovation per il suo primo intervento al Senato, ringraziando il Presidente della Repubblica per “la scelta sorprendente di nominare senatrice a vita una vecchia signora, una delle pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz”.

Liliana Segre ha 87 anni, e quando ne aveva 13 fu deportata da Milano al campo di sterminio, insieme al padre Alberto, che non rivide più. In aula ha ricordato la sua esperienza di vita e quella terribile dei campi e la necessità di salvare dall’oblio le vittime della furia nazista per aiutare gli italiani a reagire contro l’indifferenza. “Da persona che ha vissuto in una minoranza colpita”, spiega, ho conosciuto la condizione di clandestina e di richiedente asilo, il carcere, la schiavitù minorile. Per questo non posso veder colpite le altre minoranze solo perché esistono. Ad Auschwitz il nostro campo confinava con quello che oggi sono gli appartenenti alle popolazioni rom e sinti.  All’inizio li invidiavamo perché le loro famiglie era unite nelle stesse baracche. Non erano costretti a portare divise e sembrava continuare la loro vita. Poi una notte li portarono via tutti, nelle camere a gas. Il giorno dopo in quelle baracche regnava un silenzio spettrale. Io queste cose le ho viste. Questa è la differenza fra me e gli altri”. E continua, “La storia, per quanto sappiamo che si ripeta, in realtà non si ripete mai esattamente. Ogni situazione è diversa. I grandi silenzi, il grande disinteresse, la grande indifferenza, quello si ripete. Sono le persone e i fatti ad essere diversi. Ma rivedo l’osceno sospetto di chi fino ad adesso non ha osato e adesso osa”.

La senatrice ha poi annunciato che si opporrà  con tutte le energie che le restano  a leggi discriminatorie nei confronti dei popoli nomadi “Parlare di leggi speciali mi ricorda qualcosa del passato… è una ferita che non si è mai rimarginata”. Infine ha spiegato le ragioni della sua astensione al voto di fiducia: “Svolgerò la mia attività di senatrice senza legami di schieramento politico e rispondendo solo alla mia coscienza, confidando nella pazienza che tutti vorrete usare nei confronti di un’anziana nonna come sono io”.

 

Autore dell'articolo: Redazione