Chi è Marco Cecchinato? il nuovo “fenomeno” del tennis italiano

Marco Cecchinato, autore di una vera e propria impresa al Roland Garros potrebbe finalmente riscrivere la storia del tennis italiano
Da ieri sera alle 20 non si parla d’altro che del nuovo “fenomeno” del tennis italiano che ha raggiunto le semifinali al Roland Garros, il tempio del tennis sulla terra rossa. Erano 40 anni che non avevamo un tennista uomo così avanti in uno Slam (Corrado Barazzutti contro Borg, 1978)

Ieri il ragazzo palermitano, che i commentatori anglofoni hanno pronunciato CIECCINATOW per dieci giorni, ha battuto clamorosamente l’ex numero uno del mondo Novak Djokovic in una partita epica, per 6-3, 7-6, 1-6, 7-6 dopo una battaglia durata oltre tre ore. Da dove esce allora questo fenomeno che prima di ieri non aveva mai – e dico MAI – vinto nessuna partita in nessun torneo del Grande Slam al quale aveva partecipato. Per intenderci, sarebbe come se una squadra di calcio che non ha mai giocato la coppa dei campioni arrivasse in semifinale battendo Barcelona e Real Madrid. Assurdo no? Eppure.

“Questo è quello per cui si lavora in palestra – dice Marco al termine della partita con Nole – per anni, mesi, giorni, mettendo dentro tutto il lavoro e l’anima e il cuore non sapendo se un giorno potrai giocare partite come queste, poi un giorno accade. Ma adesso non chiedermi niente, non so se sto sognando, se sono sveglio o addormentato”.

Marco ha cominciato a farsi notare nel 2018 il 29 Aprile, vincendo il suo primo torneo ATP da lucky loser, ovvero perdendo nelle qualificazioni, poi ripescato come tappabuchi, infine vincitore. Subito dopo ha giocato a Roma, perdendo da Goffin che ha invece battuto qui a Parigi, ha iniziato l’anno oltre la centesima posizione e lunedì, se perdesse in semifinale contro Dominic Thiem sarà comunque 27 del mondo. Per uno che voleva solo entrare nel primi 100 non è male!

Ma dunque chi è questo ragazzo?

Nasce a Palermo il 30 settembre 1992, grande appassionato di calcio (tifa Milan), Marco inizia la sua carriera nel 2010, quindi relativamente tardi per uno che vuole fare il professionista. A 18 anni oggi molti “ragazzini” sono già nei primi 100  e Nadal vinceva il suo primo NadalGarros. Era il 2005 e Marco invece si ispirava al russo Marat Safin e Andreas Seppi. La tarda maturazione di questo ragazzo è forse la cosa che colpisce di più. Nonostante sia un professionista serissimo, ha collezionato molte sconfitte in tornei minori anche al primo turno, facile quindi perdere la convinzione nei propri mezzi e anche la voglia di continuare a mettere su ore e ore sul campo per costruire dritti e rovesci di qualità. Per aggiungere poi, nel 2016, una squalifica di 18 mesi addirittura per “match fixing” ovvero scommesse sportive con risultati fissati a tavolino. Per fortuna, tra un appello e un ricorso, la sentenza è stata completamente annullata, Marco è stato dichiarato estraneo ai fatti e il tennista torna a giocare sotto la guida di Simone Vagnozzi, ragazzo marchigiano che capisce ben presto che la carriera da giocatore non fa per lui, ma quella di allenatore sì. Simone convince Marco ad allenarsi di più, a provarci di più e soprattutto a credere in sè stesso. Chi gioca a tennis lo sa, credere nei propri mezzi è assolutamente vitale, buttarla sempre di là fa il resto, e avere dei colpi decisivi chiude le partite. L’aspetto psicologico è spesso oltre il 50% del risultato, partite possono “girare” nel bene e nel male in pochi secondi di orologio.

La cosa che più mi piace di Cecchinato è questa “normalità” apparente, nessun fisico da superman, nessuna sceneggiata alla Fognini, nessun gestaccio o urlaccio sul campo e soprattutto il suo credere nei valori più semplici, la famiglia, il lavoro, l’amore. Questo ha detto dopo aver vinto il suo primo titolo a Budapest “ringrazio prima di tutto la mia famiglia, i miei genitori e il mio coach. La famiglia per me è tutto, ringrazio anche il mio fisio e il mio manager e la mia ragazza, ho appena iniziato questa relazione quindi lei è parte di questo risultato”. La fidanzata si chiama Gaia, detta Peki, e la trovate sul profilo Instagram di Marco, ceck1.

 

Marco oggi ha tutto, fiducia in sè stesso, condizione atletica, colpi risolutivi. Jim Courier, ex numero uno del mondo e vincitore a Roland Garros, dice che ha il rovescio di Wawrinka. A vederlo ieri contro Nole invece a me ha fatto spesso pensare al rovescio di Roger Federer. Minima preprazione, massimo risultato, la bellezza e la fluidtà del movimento a una mano che non lascia dubbi sull’eleganza del colpo. Ieri Cecchinato ha usato molto anche la palla corta, e anche qui mi sembrava di rivedere Roger, stesso movimento coperto, stessa bravura nella scelta del momento. Marco ha anche un dritto molto potente e un servizio affidabile, ieri la sua prima palla è entrata per oltre il 70% delle volte. Non ha punti deboli, non ha più paura, ha i nervi saldi di chi ha già perso molto nella vita quindi adesso può vincere. “Lavorare con Marco è stata una scommessa, non in molti l’avrebbero fatto – dice Vagnozzi – ma adesso ha una classifica che ci consentirà di giocare tutta la stagione sull’erba e poi vedremo”. Eh già, Marco sarà testa di serie a Wimbledon in luglio! Per uno che non ha quasi mai giocato nemmeno nel giardino di casa… chapeu! Marco and good luck! Ti aspettiamo venerdì contro Dominic Thiem, uno che gioca come te ma ha solo vinto un po’ di più. Rovescio a una mano, dritto e servizio solido, non hai come al solito nulla di perdere. Vas-y! e facci sognare!

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.