Certe canzoni non si ascoltano: si abitano. Accadono, come un’illuminazione o una brezza improvvisa che ti prende di spalle. Chiamo io chiami tu è una di quelle. Tre minuti di voce e ritmo che hanno fatto irruzione nella routine delle radio italiane, scalato la classifica Earone senza chiedere permesso e, senza troppe sorprese, si sono seduti comodi al primo posto. Chi conosce Gaia sa che nulla di tutto questo è casuale. E nemmeno comodo.
Sul palco del 75° Festival di Sanremo è arrivata vestita di fuoco e poesia, e da lì ha iniziato a tessere il filo di un racconto che oggi, poche settimane dopo l’uscita del suo nuovo album rosa dei venti, si sta già trasformando in mappa, in itinerario. Non un ritorno, piuttosto un nuovo inizio.
Oggi Gaia ha annunciato le prime date del suo tour estivo. Sarebbe riduttivo chiamarlo “promozione”. È più simile a un pellegrinaggio laico, in cui l’artista italo-brasiliana porta dal vivo – con la stessa urgenza di chi condivide una confessione – le tracce di un disco che somiglia a un diario scritto sotto il sole. Dalla Puglia al Piemonte, passando per piazze antiche e festival urbani, il tour (prodotto da Vivo Concerti insieme a Color Sound) inizierà il 25 maggio da Bitonto per arrivare a toccare città e luoghi che sembrano scelti non solo per la capienza, ma per il simbolismo. Il 7 maggio, intanto, un primo concerto-evento al Fabrique di Milano. Un battesimo.
Pubblicato il 21 marzo per Columbia Records/Sony Music Italy, Rosa dei venti è un album che non si accontenta di essere bello: vuole essere vero. Le 13 tracce (12 inediti più la sanremese, prodotta da Zef e Madfingerz) si muovono come coordinate di un’esplorazione interiore. Dentro ci sono Capo Plaza, Guè, Lorenzza, Toquinho. Ma soprattutto c’è Gaia, finalmente nuda nella sua lingua madre.
Non era scontato: la Gaia che aveva mescolato italiano e portoghese, elettronica e spiritualità, ora sembra aver deciso di parlare con un’unica voce. E quella voce – profonda, agile, rotonda – ti parla come se fossi l’unico a starla ascoltando. C’è qualcosa di radicale in questa scelta di delicatezza, in questo rifiuto del clamore facile. In un panorama musicale dominato dal calcolo e dalla viralità forzata, Gaia fa l’operazione più pericolosa possibile: si fida del proprio istinto. E il pubblico, a quanto pare, ha deciso di fidarsi di lei.

Le date del tour (finora)
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25 maggio – Bitonto (BA), Piazza Marconi
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31 maggio – Livorno, Straborgo
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3 luglio – Perugia, Umbria che Spacca
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4 luglio – Mirano (VE), Mirano Festival
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26 luglio – Piacenza, Palazzo Farnese
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28 luglio – Verona, Teatro Romano (Contaminazioni Festival)
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31 luglio – Crotone, Crotone Summer Fest
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2 agosto – Porto Sant’Elpidio (FM), Summer Festival
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3 agosto – Rocca di Capri Leone (ME), Piazza Gepy Faranda
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4 agosto – Adrano (CT), Castello Normanno
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6 agosto – Santa Margherita Ligure (GE), Anfiteatro Bindi
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7 agosto – La Spezia, Piazza Europa
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20 agosto – Gonessa (CA), Piazza del Minatore
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23 agosto – Padula (SA), La Certosa di San Lorenzo
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13 settembre – Cuneo, Connessioni Festival
(Il calendario potrebbe allungarsi. Gaia ha l’abitudine di sorprendere.)
Biglietti e avvertenze
I biglietti per Milano e Perugia sono già disponibili, mentre per le altre date si parte online dalle 14:00 del 7 aprile e nei punti vendita autorizzati dal 12 aprile alle 11:00. Occhio alle truffe: solo i canali ufficiali garantiscono l’ingresso reale in questo viaggio.
Chiamo io, chiami tu?
Forse è proprio questo il senso di quello che Gaia sta facendo: non chiamare il pubblico da un palco, ma invitarlo. Come si fa con un amico, o con qualcuno a cui tieni davvero. E allora sì, chiamo io chiami tu non è solo il titolo di una canzone. È un patto. E questa estate, c’è da scommetterci, sarà in molti a rispondere.