Pumbino non ce l’ha fatta. E il suo addio commuove il web

Il maialino Pumba, star dei social, lascia Charley e Anna e mezzo milione di follower increduli, ma genera testimonianze di affetto incredibili

Circa un anno fa mi è arrivato un messaggio su Whatsapp da un’amica: “Dai un’occhiata a questo profilo, ti piacerà” con allegato un link.

Ricordo che l’ho lasciato in sospeso per un pò,  visto che solitamente non mi mandano consigli davvero interessanti. E poi l’ho aperto.

Era il profilo Instagram di angolodiparadisofamily che, da quel momento, non ho più smesso di seguire.

Viviamo con 3 animaletti adottati❤️ ❁ Pumbino 🐷, Liupo Laika 🐶, Alaska Çell. Not ordinary Family è la descrizione che capeggia sul profilo che i due ‘umani’ del gruppo – la coppia nella vita formata da Charley Rama e Anna Baldato – hanno messo in piedi per raccontare la loro “storia d’amore non convenzionale”, come amavano descrivere la propria quotidianità i due ragazzi che gestiscono l’agriturismo «Angolo di Paradiso» a San Pietro Vecchio, in provincia di Vicenza.

E così, a poco a poco, trasportato da quei racconti quotidiani di coccole e bizzarrie, ho scoperto la loro storia di vita insieme ad un cane, un gatto e soprattutto a Pumba. Già perché ‘il mondo’ che ruota attorno al maialino vietnamita è il vero valore aggiunto della casa: se ne sono accorti anche loro che hanno reso lui, affettuosamente ribattezzato Pumbino, come protagonista di quasi tutte le storie divenute popolarissime sul web. In realtà le sue amorevoli (ebbene sì!) smorfie e il suo modo di cercare il cibo (in particolare le castagne) nascono da un dolore: quello che la famiglia di Charley ha attraversato dopo la notizia della malattia della mamma che, in poco tempo, si è spenta. In quel momento di tragedia, proprio quel maialino nano è riuscito a regalare un sorriso a tutti, anche alla stessa madre che lo chiamava “il suo badante”.

Pumba è tenerezza allo stato puro pur nella sua difficile esistenza: infatti è nato durante il primo lockdown (2020) nell’agriturismo di famiglia ma, nonostante lo svezzamento materno, a due mesi il suo corpo non aveva raggiunto le dimensioni tipiche della sua specie, perché affetto da un difetto genetico che non gli avrebbe permesso di sopravvivere in natura.

«Era un periodo delicato in famiglia: mia madre Maria Alda stava lottando contro un male feroce e le cure la debilitavano – aveva raccontato Charley al L’Adige.it – l’apprensione mi ha spinto a salvare Pumba: eppure, è stato lui a salvare noi e ad alleviare la sofferenza delle terapie di mia madre».

“Pumbino la cercava, le si sdraiava sulla pancia dov’era il suo male, dormiva per ore sul divano sopra o accanto a lei. Era il suo nipotino, lei lo chiamava il suo badante. Si è instaurato subito un patto, un dirsi reciproco “ce la possiamo fare” ha spiegato Charley in un’altra intervista a Panorama 

Da quel momento proprio Pumba è diventato una celebrità nei social e ha ottenuto, giorno dopo giorno, centinaia di migliaia di follower su Instagram e su Tik Tok che lo hanno reso popolarissimo ed elevato ad esempio di come sia possibile amare e vivere insieme ad animali non proprio domestici, ma che tante gratificazioni possono regalare.

Proprio con le visualizzazioni ottenute nei social è arrivato il successo. Tuttavia, non si tratta di un risultato frutto di una viralità sociale che premia con “like” a casaccio i video di gattini (o animali in genere), bensì ottenuto con costanza e con un modo di proporsi schietto e allegro tanto da essere ‘contagioso’ e da generare la partecipazione di tante persone, che hanno trovato in quel buffo esserino che grugnisce – per esternare le sue emozioni nelle tante avventure della combriccola – giovamento e un sorriso quotidiano.

Perché l’emozione più grande di questa “famiglia non convenzionale” è proprio scatenata dalla loro grande credibilità: appaiono spontanei, sorridenti, affettuosi, allegri, attenti ai loro cuccioli (anche se più volte hanno infiammato i dubbi degli animalisti, come quando hanno fatto scegliere a Pumba se preferiva la castagna o il caco…) e sanno coinvolgere con le loro storie casalinghe.

Credetemi, sono “belli” tanto da farti affezionare, perché sembra che li conosci da sempre; hanno facce pulite e si vede che sono innamorati, tra loro, della vita e dei loro animali pur dovendo convivere con le difficoltà di una quotidianità anche tragica, come può essere quella di tutti noi. In questo contesto li abbiamo seguiti mentre ci portavano a fare passeggiate nella natura, negli spostamenti in auto, a giocare per casa e abbiamo scoperto che Charley (attore nato!) e Anna hanno faticato non poco per ritagliarsi 3 giorni fuori, da soli e andarsene a Londra; eppure, nonostante tutto, non hanno mai smesso di regalare sorrisi e messaggi positivi in ogni giornata, perfino quanto erano malati, incasinati o malinconici.

Potrei scrivere tante cose di questa famiglia, cose che ho scoperto apprezzando ogni giorno un pezzo in più dei loro legami, della loro educazione, garbo, passione, del loro modo di proporre emozioni: penso alla struggente poesia che Graziano, il papà di Charley, ha dedicato a sua moglie, così come le foto di parenti, le monelle Angy&Natalina, la montagna e perfino il costume fatto a mano dalla mamma di Anna…

Purtroppo, tutto questo contesto si è spezzato due giorni fa, quando un fulmine quasi a ciel sereno ha scompaginato tutto: “Con il cuore in mano e un vuoto enorme dobbiamo dirvi che Pumbi ha avuto una brutta reazione stamattina. Nonostante le corse e la respirazione bocca a bocca non ce l’ha fatta. Pumba è volato in cielo. E noi siamo letteralmente distrutti…hanno scritto, sconvolgendo tutti i fan entrati in lutto.

Non ci potevo credere. E come me i circa 500mila follower che li seguono tra i vari canali. Vero è che ci avevano avvisato qualche giorno fa che Pumbi avrebbe dovuto fare “un’operazione complessa per risolvere la lussazione alla testa del femorale dall’acetabolo sinistro”, ma il decorso sembrava essere andato per il meglio e perfino la faccia del veterinario aveva messo tutti sereni, convincendo che ogni cosa si sarebbe risolta per il meglio. E invece…

Mi dispiace essermi dilungato in questo resoconto, ma era necessario (se siete arrivati fin qui) per farvi capire la magia assurda e tenera che questi ragazzi – e un maialino – hanno generato. Ed è qui che arriva la notizia, ossia quella che evidenzia l’incredibile riscontro e le centinaia di migliaia di testimonianze di affetto che hanno inondato i loro profili. Perché, pur non avendoli mai conosciuti, in tanti ci siamo ritrovati a partecipare – se non a comprendere – del dolore della perdita del proprio animale del cuore. E le testimonianze di affetto virtuali, che sono apparse sui loro profili, esprimono la tristezza e la partecipazione per la perdita da parte di emeriti sconosciuti, che hanno voluto trasmettere la loro commozione e avvolgerli in un abbraccio ideale:

“È da quando ho appreso la notizia che voglio trovare le parole per scrivere un commento … Con il cuore spezzato e le lacrime agli occhi ho potuto solo leggere parte delle migliaia di messaggi. È incredibile quante vite ha toccato questo nasino rosa dagli occhi umani. Chi ha smesso di mangiare la carne, chi era depresso e ha ricominciato a vedere il bello della vita, chi apriva gli occhi la mattina e andava subito a controllare quello che Pumbino aveva combinato. La cosa che trovo veramente meravigliosa è come un esserino così piccolo sia riuscito a far superare l’imbarazzo di ammettere pubblicamente che siamo in lutto e piangiamo per lui”, è il commento di Evangelia Katsogiannou (eva_awesome_key)

“Siamo tutti cresciuti con te, con la Family e sapevamo quanto tu fossi l’ancora spirituale tra Charlie e sua mamma, un legame indissolubile che poteva sconfiggere anche la parola “fine”. Sei un fratello, un amico, (…). Mi dispiace perché noi proviamo un dolore enorme, ma l’abisso e il vuoto che provano Charlie e Anna non lo potremmo mai comprendere”, scrive Francesco Abbenante (_fraabbe_)

Non pensavo che nel 2023, a 35 anni, mi sarei ritrovato a piangere su un social network per la scomparsa di un maialino che nemmeno conoscevo se non appunto attraverso dei video.. e invece oltre ad essere super buffo e simpatico ed avermi fatto innamorare dei suoi gesti e rumori strambi, capisco il dolore di due ragazzi che perdono uno di famiglia, perché ho avuto degli animali che ho trattato come figli e quando sono saliti in cielo il mio cuore è andato in mille pezzi. Ogni parola scritta è superflua ragazzi, non vi consolerà mai, però voglio ringraziarvi perché con Pumbino avete allietato le mie serate a vedere le vostre simpatiche storie. Non mi fermo alla banalità del “guadagno” come tante persone fanno superficialmente, io in quei video (come invece non vedo in tanti altri) ci ho visto amore. E quando c’è amore non c’è niente di più bello. Grazie ragazzi, un bacio fino al cielo per Pumbino”, ha postato Damiano Cele (damianocelestazi)

Quelli riportati sono solamente alcuni esempi trovati in rete a testimonianza di quanto coinvolgimento abbia suscitato questa perdita improvvisa e, forse, proprio il punto di partenza da cui crediamo possano ricominciare Charley ed Anna un domani, trascorso del tempo.
E, in qualche modo potrebbe essere considerato perfino il bello dei social, dove degli estranei avvertono la necessità di manifestare il proprio disagio pur senza aver mai condiviso nulla di reale, se non guardando le immagini di un cellulare (ma del resto anche il cinema non regala sogni del genere qualche volta?) e di augurare un “buon ponte”, come si usa quando scompare un amico a 4 zampe.

Il loro Pumbino con il suo essere dolce, goloso e praticamente straordinario, ha assunto un significato per molte persone, lasciando un vuoto. Mancherà a tutti: proprio questo potrà essere il punto per ripartire e magari trovare una nuova “felicità” alla famiglia. Con l’affetto e magari il conforto emotivo di una comunità che testimonia quanto possa essere corroborante saper raccontare le proprie vite, la semplicità dell’alzarsi ogni mattina e cercare un po’ di quella bellezza per cui vale la pena vivere.

Un abbraccio

 

Autore dell'articolo: Marco Michelli