La Madonna del Latte di Murillo ritrova luce alla Galleria Corsini dopo un restauro di oltre 10 mesi

Dal 19 maggio all’11 luglio 2021 questa magnifica opera sarà esposta nella sede di Palazzo Barberini delle Gallerie Nazionali di Arte Antica dopo un restauro realizzato grazie ai proventi della vendita del "Vino Civitas", nell’ambito di un progetto promosso dall’Associazione Civita, in collaborazione con la Tenuta Caparzo di Montalcino, per sostenere il restauro di opere d’arte delle Gallerie Nazionali di Arte Antica.

«Sono innamorato della Vergine di Murillo della Galleria Corsini. La sua testa mi perseguita e i suoi occhi continuano a passarmi davanti come due lanterne danzanti»

Cosi scriveva Gustave Flaubert nel 1851 all’amico Bouilhet nel 1851, dopo che durante il suo soggiorno romano rimase folgorato dal dipinto di Bartolomè Esteban Murillo, realizzato dal maestro spagnolo tra il 1674 e il 1675.
In effetti è un quadro di un fascino raro, incredibilmente vivo, moderno, con un piglio quasi caravaggesco e  inquisitorio, indimenticabile.
Le vesti appena scostate, lo sguardo profondo di Vergine e Bambino rivolto direttamente all’osservatore che ha probabilmente disturbato l’allattamento entrando in scena. La forza sorprendente di quest’opera è proprio quella di mettere lo spettatore in dialogo con sè stesso e con i due protagonisti della tela in un triangolo molto penetrante. Chi sei? sembrano chiedere i due osservati, che cosa vuoi? Un’intimità familiare, tenera e dolce a cui lo spettatore ha messo in qualche modo fine, e nella quale deve entrare in punta di piedi. Se si guarda abbastanza a fondo sembra quasi percepire che, andandocene, la Donna possa riprendere ad allattare.
Il Cardinal Corsini lo volle nella sua camera da letto, nella parete d fronte a dove dormiva, doveva essere la prima cosa che vedeva al mattino e l’ultima della sera.
Dopo un restauro durato quasi 10 mesi, da oggi 19 maggio all’11 luglio 2021 questa magnifica opera sarà esposta nella sede di Palazzo Barberini delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, un palazzo la cui collezione vale solo di per sè il viaggio nella Capitale. L’intervento di restauro è stato effettuato dal Laboratorio di restauro delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, diretto da Chiara Merucci, ed è stato realizzato da Alessandra Percoco per la tela e da Vega Santodonato per la cornice, con la direzione scientifica di Alessandro Cosma.

Il restauro è stato realizzato grazie ai proventi della vendita del “Vino Civitas”, nell’ambito di un progetto promosso dall’Associazione Civita, in collaborazione con la Tenuta Caparzo di Montalcino, per sostenere il restauro di opere d’arte delle Gallerie Nazionali di Arte Antica.

Ma la cosa più incredibile che si è scoperta andando a restaurare il dipinto è che esso nasconde la sagoma di un santo – quasi sicuramente un San Francesco in preghiera – in fase avanzata di esecuzione e lo si è potuto vedere chiaramente dalla radiografia completa del capolavoro del Murillo.
“Il riuso delle tele non è una novità – spiega Alessandro Cosma, curatore delle Gallerie e responsabile dell’intervento -. Ma qui l’eccezionalità sta nell’impiego di parti appartenenti a una figura precedente riusate come base per il nuovo quadro, come le pieghe del saio del santo che formano il panneggio della gamba della Madonna o come l’albero per le ombre del muro”
Per permettere anche al pubblico di vedere lo strato pittorico originario, l’opera viene esposta insieme ad una riproduzione a grandezza naturale della radiografia, che rende possibile analizzare la prima stesura del San Francesco e riconoscerne i piccoli dettagli ancora visibili ad occhio nudo nella Madonna del latte.
“Il lavoro più difficile è stato pulire gli strati di sporco e polvere derivati dagli anni – ha detto la bravissima Chiara Merucci, la cui passione per questo lavoro sprizza dagli occhi dietro la mascherina – e restituire leggibilità ed equilibrio all’opera, recuperando anche particolari minuti e preziosi, dai piccoli boccioli della pianta dietro Maria ai delicati passaggi cromatici delle vesti e del cielo. Allo stesso tempo, le indagini scientifiche, condotte da Emmebi diagnostica artistica srl e Artelab srl, hanno permesso di conoscere meglio la tecnica del pittore e i pigmenti impiegati, come nel caso del manto blu di Maria: ancora brillante nelle parti in lapislazzulo e irrimediabilmente alterato dove Murillo ha impiegato il più economico smaltino”
La Madonna Zingara, così è anche noto il dipinto, perchè le fattezze dei soggetti hanno tratti chiaramente popolari, viene esposta in una saletta privata e riservata, dove è necessario fermarsi, riflettere un attimo, farsi sorprendere e toccare da quello sguardo, rispondere alle domande silenziose lanciate dallo sguardo dei due protagonisti.
Per ammirare tutto il patrimonio artistico della sola città di Roma non basterebbe una vita intera, ecco perchè occasioni come queste vanno colte al volo, ora che i musei e le sale di cultura sono state riaperte.

Per l’occasione verrà pubblicato il volume “La Madonna del latte” di Murillo alla Galleria Corsini. Storia e restauro (editore Marsilio), con le prefazioni di Flaminia Gennari Santori, Direttrice delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, e di Giovanna Castelli, Direttore della Associazione Civita, e i saggi di Pablo Hereza, Alessandro Cosma, Chiara Merucci, Alessandra Percoco, Vega Santodonato, Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri, Domenico Poggi e Anna Candida Felici.

Alla presentazione del volume sarà dedicato il terzo appuntamento con i #dialoghibarberinicorsini, ciclo di webinar organizzato per approfondire le tematiche relative al museo e alle mostre in corso.

In programma lunedì 7 giugno 2021, alle ore 17.30, e vedrà gli interventi di Alessandro Cosma, Chiara Merucci, Marco Cardinali e Maria
Beatrice De Ruggieri.

INFORMAZIONI:

www.barberinicorsini.org [1] | gan-aar.comunicazione@beniculturali.it

Roma, Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13

APERTURA AL PUBBLICO: 19 maggio – 11 luglio 2021

ORARI: martedì – domenica, ore 10.00 – 18.00. Ultimo ingresso alle
ore 17.00. Sabato e festivi prenotazione obbligatoria

La prenotazione è obbligatoria il sabato e nei giorni festivi al
seguente link:
https://www.ticketone.it/city/roma-216/venue/palazzo-barberini-16406/

Oppure contattando il numero: 06-32810

BIGLIETTO: Intero 10 € – Ridotto 2 € (ragazzi dai 18 ai 25 anni).
Dal 15 maggio al 3 ottobre 2021 nel nuovo spazio mostre di Palazzo Barberini è visitabile la mostra  “Tempo Barocco”. Per questa mostra è
prevista anche una tariffa: mostra + museo: Intero 12 € – Ridotto 4 € (ragazzi dai 18 ai 25 anni). Gratuito: minori di 18 anni, scolaresche e insegnanti accompagnatori dell’Unione Europea (previa prenotazione), studenti e docenti di Architettura, Lettere (indirizzo archeologico o storico-artistico), Conservazione dei Beni Culturali e Scienze della Formazione, Accademie di Belle Arti, dipendenti del Ministero della cultura, membri ICOM, guide ed interpreti turistici in servizio, giornalisti con tesserino dell’ordine, portatori di handicap con accompagnatore, personale docente della scuola, di ruolo o con contratto a termine, dietro esibizione di idonea attestazione sul modello predisposto dal Miur.

Facebook: @BarberiniCorsini | Twitter: @BarberiniCorsin | Instagram: @BarberiniCorsini

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Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994 e vegana dal 2011. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.