Modigliani, tra leggenda e maledizione

Dall 12 al 14 ottobre con Nexo Digital arriva al cinema un film dedicato al grande pittore italiano

In occasione delle celebrazioni a 100 anni dalla morte di Modigliani, arriva in sala dal 12 al 14 ottobre con Nexo Digital Maledetto Modigliani. Diretto da Valeria Parisi e scritto con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi, il docufilm si discosta dalle costanti del genere biopic per virare un narrazione originale, quello di Jeanne Hébuterne, l’ultima giovane compagna, la sua musa, la “maledetta” Jean – interpretata da Caterina Fantetti.

Un rapporto intenso ma tristemente breve, consumato dalla malattia di lui e dall’insopportabile dolore di lei che, incinta all’ottavo mese, si getta dal quinto piano e muore nella notte del 26 gennaio 1920, due giorni dopo Modigliani, ucciso a 35 anni dalla tubercolosi.

Maledetto Modigliani parte da Livorno, la città dove è nato nel 1884 e che lascia per andare a Firenze, poi Venezia e infine a Parigi dove arriva nel 1906, a 21 anni. E’ qui che nasce la leggenda, alimentata già con quel soprannome, Modì, che giocava sul significato francese dell’aggettivo maudit, maledetto: il pittore della bohème che beve assenzio, fuma hashish e oppio. In realtà è un uomo che maschera una malattia, che si aggrappa alla vita e alla propria arte. Ha una verità da trasmettere: valori universali racchiusi nella semplicità di linee e volti che ne fanno uno dei maggiori esponenti di primo Novecento e un classico del XXI secolo.

Il docufilm ripercorre la vita e le opere dell’artista con numerosi interventi, dallo storico dell’arte e specialista di Amedeo Modigliani, Marc Restellini al regista livornese Paolo Virzì oltre a studiosi, collezionisti, pittori e falsari, compreso Pier Francesco Ferrucci, oggi oncologo ma che da studente è stato tra gli autori della famosa “beffa delle teste” del 1984 a Livorno, una delle truffe più celebri che la storia dell’arte ricordi.

Durante il suo errare da un alloggio di fortuna all’altro, Amedeo Modigliani, povero, affamato, ma pieno di entusiasmo, incontra un’aspirante poetessa russa, la ventenne Anna Achmatova, e la giornalista e femminista inglese Beatrice Hastings. Tutte donne che raffigura e i cui volti diventano icone stesse della sua arte.

“Quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi.” In molti ritratti realizzati dall’artista livornese gli occhi sfuggono e a volte sembrano proprio mancare. I volti sono piatti e simili a maschere, con occhi a mandorla, nasi distorti e bocche corrucciate. Nel dicembre 1917 c’è la prima e unica mostra delle opere di Modigliani ma i suoi nudi che urlavano sensualità vengono censurati.

Non riesce a raggiungere la notorietà in vita ma diventerà uno tra gli artisti più quotati al mondo. Modigliani, però, morirà povero e non riconosciuto. Solo in seguito diventerà uno degli artisti più quotati al mondo. E tra i più copiati.

 

 

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero