Quattro città insieme contro la povertà educativa

I primi risultati del progetto nazionale “Farsi Comunità Educanti” selezionato da Con I Bambini e guidato da Fondazione Reggio Children in contesti difficili a Napoli, Palermo, Reggio Emilia e Teramo. Oltre 2 mila cittadini coinvolti, bambini da 0 a 6 anni, genitori, insegnanti cittadini, istituzioni e associazioni.

“L’educazione di qualità e la scuola come centro della comunità sono l’antidoto per la povertà educativa, contro la solitudine delle periferie e per affrontare esperienze come il lockdown. E’ quanto emerge dal progetto nazionale FA.C.E – Farsi Comunità educanti, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo di contrasto alla povertà educativa, giunto al secondo anno di età. Il progetto è affidato alla capofila Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, che porta con sé l’esperienza educativa di Reggio Emilia. Partendo da servizi integrativi per nidi e scuole d’infanzia, FA.C.E. coinvolge dal 2018 quattro contesti difficili sul territorio nazionale a Napoli, Palermo, Reggio Emilia e Teramo per costruire, grazie ad una educazione di qualità, luoghi, reti e legami che rafforzino le comunità. Oltre 2 mila i partecipanti e ora si sta lavorando per la ripartenza in autunno.

“La scuola come riferimento per la comunità”

“La parola chiave è ‘fiducia’ – commenta la presidente di Fondazione Reggio Children Carla Rinaldi – In questi due anni sono state costruite relazioni di fiducia tra bambini, genitori, famiglie, nidi e scuole d’infanzia, istituzioni, territori. Così ci si educa insieme e la scuola diventa un riferimento per la comunità. Queste relazioni hanno permesso di affrontare meglio anche il lockdown e continueranno a crescere in futuro”.

La ricchezza educativa: qualità, non quantità

Il progetto “FA.C.E. – Farsi comunità educanti” è stato selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nato da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo, con l’obiettivo di ampliare i servizi educativi e di cura per la fascia 0-6, nonché contribuire a una ridefinizione delle politiche educative e alla costruzione di una comunità educante.

“Cos’è la povertà educativa? – spiega Carla Rinaldi –  Certo la mancanza di istruzione scolastica, spesso connessa a un disagio sociale ed economico, ma non è tutto qui. Cosa è la ricchezza educativa? Certo non solo la disponibilità di beni e di tecnologia. La ricchezza educativa non è quantità, è l’educazione di qualità. Quella che, con la scuola, coinvolge famiglia, istituzioni, società civile. L’educazione di qualità è aiutare le persone a costruire il senso della vita in relazione agli altri, in reciprocità ed interdipendenza. A diventare responsabili di queste relazioni, averne cura, svilupparle in direzioni costruite insieme”.

Genitori e bambini insieme con Face a Palermo
Genitori e bambini insieme con Face a Palermo

 

Quattro territori con bisogni diversi

I territori e le scuole nei quali agisce il progetto FA.C.E. sono: Istituto Comprensivo 70 Marino Santa Rosa al quartiere Ponticelli di Napoli, Istituto comprensivo Sperone Pertini, quartieri Sperone e Brancaccio di Palermo, Regina Pacis a Reggio Emilia al Nido Scuola Giobi, e il centro storico di Teramo, Istituto comprensivo Zippilli Noè Lucidi. Territori che sono caratterizzati da differenti bisogni, diversi tipi di difficoltà sociali ed economiche, e dove la scuola, con altre risorse civiche e socio-culturali, può a fare la differenza.

Azioni pilota con 2 mila persone tra adulti e bambini

Iniziato nell’autunno 2018 ed entrato nel vivo nel 2019 e nel 2020, FA.C.E. ha coinvolto con le azioni pilota rivolte a genitori e bambini insieme oltre duemila persone. Più di Mille adulti, tra educatori, insegnanti, psicologi, pedagogisti, genitori, dirigenti scolastici, atelieristi, amministratori pubblici, e circa 1.100 bambini in età fino ai 6 anni, iscritti e non iscritti ai servizi educativi. Queste piccole comunità intergenerazionali si sono mosse insieme, attorno ad attività pensate su misura per ogni territorio e co-progettate con le famiglie nell’ottica della rete, del benessere e della comunità educante. Attività gratuite, al di là degli orari di frequenza di nidi e scuole d’infanzia, che possono costituire esperienze replicabili nel tempo e in altri luoghi. Spesso il sabato mattina, famiglie, scuole ed esperti si sono ritrovati per laboratori espressivi, corsi, aggiornamenti. Sono stati esplorati i più diversi linguaggi e temi, dalla musica al digitale, dall’alimentazione al massaggio infantile. Un modo per conoscersi di più tra genitori e bambini, tra famiglie, vicinato e scuola, in cui la scuola ha saputo svolgere un ruolo di connessione tra i vari soggetti del quartiere e con istituzioni, servizi sanitari e sociali del territorio.

Tra le principali azioni pilota Ben-Essere di Comunità a Palermo, le Face Zone di Napoli, Time Lapse o Cucina di Quartiere a Reggio Emilia, le Piazze d’Incontro a Teramo.

 

Attività nella Face Zone a Napoli
Attività nella Face Zone a Napoli

Microcantieri per la qualità degli spazi di apprendimento

La cura dei luoghi di apprendimento è essenziale nel processo educativo, favorisce benessere e relazioni. Per questo il progetto FA.C.E. è intervenuto con microcantieri, identificando spazi da rigenerare e allestire con nuovi arredi, materiali e strutture per accogliere meglio le persone e le attività. Le scuole, alcune delle quali già interessate dal progetto “Fare Scuola” di Fondazione Reggio Children ed Enel Cuore Onlus, hanno potuto rafforzare la propria azione grazie a contesti più confortevoli e meglio attrezzati. Per esempio, all’IC 70 a Napoli le Face Zone sono ora molto riconoscibili e la Torre, una grande struttura a capanna all’interno dell’edificio, è divenuta un luogo magico dedicato ai momenti di narrazione.

Online durante il lockdown per supporto e informazioni

I legami nati nei primi due anni hanno dimostrato di essere saldi e di reggere e superare la prova del lockdown, rinsaldandosi. Le attività si sono trasferite on line, proponendosi in diverse modalità e diventando punti di contatto importanti per i genitori, che hanno trovato supporto anche riguardo i temi della pandemia, potendo consultare on line gli esperti legati ai progetti. Soprattutto per le famiglie è stato importante poter mantenere i contatti con il personale scolastico, i pediatri, gli esperti ed essere sostenuti nella quarantena con i bambini di una fascia d’età così delicata come lo 0-6.

Face a Palermo, il progetto a contatto con la natura
Face a Palermo, il progetto a contatto con la natura

Una social community per ogni necessità

In particolare a Palermo, durante il lockdown l’Ics Sperone Pertini ha riorganizzato il gruppo chiuso su facebook Ben-essere di Comunità in una Social Community in grado di fornire gratuitamente consigli e informazioni alle famiglie del territorio. Con la disponibilità di professionisti in ambito psico-sociale, educativo e sanitario, le famiglie hanno potuto contare su un aiuto competente e una rete informativa diffusa e aggiornata. La Social Community, seguita con successo, sta proseguendo l’attività.

Attività in più turni il prossimo autunno

Ora le quattro realtà territoriali, gli enti e le associazioni di Napoli, Palermo, Reggio Emilia e Teramo, coinvolti dal Progetto FA.C.E., stanno programmando la ripresa dell’autunno e riprogettando le azioni pilota. Vi saranno percorsi di incontri dedicati a genitori e bambini, ma suddivisi su più cicli, per permettere il rispetto delle norme sanitarie anti Covid-19.

Le famiglie promuovono a pieni voti

Secondo una prima valutazione, a cura della Fondazione Collegio Carlo Alberto, le famiglie hanno dato un riscontro positivo al progetto, esprimendo un voto alto: 9/10. Per i genitori è stato importante riuscire a superare la barriera di timore che a volte li separa da una vera conoscenza dei propri figli. Molto apprezzate le attività per affrontare il percorso di crescita ed educativo del bambino, per imparare a giocare insieme e gli approfondimenti sul tema dell’alimentazione.

Face, il progetto Time Lapse di Reggio Emilia
Face, il progetto Time Lapse di Reggio Emilia, in apertura Cucina di Quartiere

Partner nazionali e locali

I partner nazionali del progetto di cui è capofila Fondazione Reggio Children sono Amref Italia, Fondazione Collegio Carlo Alberto, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Reggio Children Srl, Fondazione E35.

Centinaia di persone sono state coinvolte a livello territoriale. In primo piano le istituzioni pubbliche, Comune di Napoli, Comune di Palermo, Comune di Reggio Emilia, Comune di Teramo e le istituzioni scolastiche, Istituto Comprensivo 70 Marino Santa Rosa Napoli, Istituto Comprensivo Sperone Pertini Palermo, Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia del Comune di Reggio Emilia, Cooperativa Comunità Educante Reggio Emilia, Istituto Comprensivo Zippilli Noè Lucidi Teramo. Vi sono inoltre soggetti riconosciuti del territorio come Atelier Remida Campania, Associazione Cuore che Vede, Associazione di Volontariato Nuovamente, Associazione Deposito dei Segni, Associazione Teramo Children. Molti i soggetti del territorio coinvolti nei progetti, tra i quali a Reggio Emilia Pause-Atelier dei Sapori, Asp La Cova, Fondazione Mondinsieme, Nati per la Musica, I Burattini della Commedia, Le Invenzioni Inutili. A Napoli Nati per Leggere, Aporema, Ayekantun, Scienza Semplice. A Teramo AIMI – Associazione Italiana Massaggio Infantile, CSI – Centro Sportivo Italiano, Onde Libere, a Palermo Equiturismo Cultura.

Tutte le attività svolte sono sul blog Face di Con i Bambini.

Piazze d'Incontro con Face a Teramo
Piazze d’Incontro con Face a Teramo

Autore dell'articolo: Redazione