Gli Indifferenti secondo Lorenzo Guerra Seràgnoli

Arriva in streaming dal 24 novembre Gli indifferenti, film di Leonardo Guerra Seràgnoli che riporta in scena l’omonimo capolavoro di Alberto Moravia.

Non è la prima volta che Gli indifferenti (1929), il capolavoro di un giovanissimo Alberto Moravia, viene adattato per il grande schermo. Il primo era stato Francesco Maselli nel 1964, seguito, nel 1988, da Mauro Bolognini, per una miniserie tv. Questa volta ci prova  Leonardo Guerra Seràgnoli che realizza il suo terzo lungometraggio dopo gli apprezzati Last Summer, selezionato alla Festa del cinema di Roma del 2014, e Likemeback, film del 2018 sul tema dell’iperconnessione dei giovani e la conseguente incomunicabilità ai tempi dei social.

In streaming dal 24 novembre, distribuito da Vision Distribution sulle piattaforme di Sky Primafila, Apple Tv, Google Play, Chili, Rakuten, Timvision, Infinity, Miocinema, Iorestoinsala, Cg Digital e The Film Club, l’adattamento di Guerra Serràgnoli è un film certamente molto “teatrale”, dove tempo e luogo sono estremamente ristretti. Pochi i personaggi ma sufficienti a delineare la cattiva coscienza della loro condizione esistenziale. Indifferente è l’atteggiamento dell’uomo borghese ma anche di quello contemporaneo nei confronti della realtà torbida e volgare che lo circonda.

La vicenda si svolge nella Roma contemporanea. La vedova Mariagrazia Ardengo (Valeria Bruni Tedeschi) e i suoi due figli, Michele (Vincenzo Crea) e Carla (Beatrice Grannò), vivono nel loro lussuoso appartamento. Ma è solo apparenza. Infatti negli ultimi tre anni Leo Merumeci (Edoardo Pesce), losco faccendiere divenuto amante di Mariagrazia, mantiene la famiglia permettendole di fare la vita agiata di sempre. Però il giovane Michele, anche grazie a Lisa (Giovanna Mezzogiorno) amica di famiglia con la quale ha una relazione, capisce che in Leo non c’è nessuna generosità, ma solo il desiderio di acquistare la loro casa sottocosto. Mariagrazia è troppo innamorata di Leo per dare ascolto ai sospetti del figlio. Pur essendo vicini al tracollo finanziario, gli adulti pensano poco ai problemi economici relativi alla loro situazione. Ogni membro della famiglia ha una sua storia sentimentale relazionata a quella di tutti gli altri e variamente frustrante.
Guerra Serragnoli ha ben pensato di aggionare il romanzo mettendo al centro della storia i giovani, raccontati nel momento di passaggio verso l’età matura mentre intorno al loro il mondo degli adulti è incapace non già di reagire, ma di provare sentimenti forti. Niente sembra scuoterli dal torpore esistenziale, incuranti anche delle scosse di terremoto che fanno tremare la terra sotto i loro piedi.
“In questo momento c’è una classe dirigente più che una borghesia – sottolinea il regista, – ma ho pensato che fosse importante rappresentare questa classe sociale, molto più dominante di quel che pensiamo, e la sua attitudine alla vita. Che poi è quella di molti di noi, pronti a usare ogni mezzo a disposizione per conservare quel che abbiamo, anche se il resto del mondo sta crollando”.

Gli adulti cercano il triangolo amoroso: quasi che l’amore fosse l’unica cosa su cui giri il mondo mentre i giovani Carla e Michele non riescono a sottrarsi in questo gioco più grande di loro. Ma niente nell’amore  può salvare questi personaggi, nel momento in cui sono tutti così chiusi in sé stessi, incapaci di aprirsi una via positiva nel mondo.

I personaggi sembrano privi di vita, muovendosi come burattini in una società nichilistica nella quale tutti sono schiavi dell’ipocrisia. Ci penserà  la diciottenne Carla – che sogna di diventare una “streamer”,  a scardinare certi meccanismi non sani nella famiglia e nella società e ribellarsi alle vigliaccherie, le debolezze, l’innata accidia.

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero