Alla Sala Umberto torna “La piccola bottega degli orrori”

Lo storico musical basato sull'omonimo film del 1960 diretto da Roger Corman, torna in scena in una versione "rinfrescata"

Dal 3 al 22 dicembre andrà in scena al teatro Sala Umberto di Roma lo storico musical “La piccola bottega degli orrori”.  La vicenda si svolge a New York negli anni ‘60. Seymour lavora in un negozio di fiori con Audrey, giovane collega. Quando il proprietario  decide di chiudere per la poca clientela,  Audrey consiglia a Seymour di esporre una strana piantina, da lui presa in un negozio cinese durante un’ eclissi- La pianta esposta, che Seymour chiama “Audrey 2”, attira nuovi clienti, ma inizia a morire proprio quando gli affari migliorano

Sul palco della Sala Umberto il pubblico potra assistere ad una versione 2.0. Abbiamo deciso – ha spiegato il regista Piero Di Blasio – di rinfrescare la storia, grazie anche alle coreografie, senza snaturare l’originale e renderla così più fruibile al pubblico”.

Giampiero Ingrassia torna a ricoprire il ruolo di Seymour,lo stesso che segnò il suo debutto in un genere che lo ha visto protagonista di successo di altri musical, come Grease nel 1997 insieme a Lorella Cuccarini.  “Lo spettacolo sembra molto leggero – dice l’attore – ma in realtà è molto difficile. Le canzoni, che sembrano canzonette, sono molto difficili, però lo rendono proprio per questo molto accattivante” Mentre Fabio Canino quelli del signor Mushnick. Ad affiancarli ci sarà Belia Martin di nuovo in Italia dopo il successo di ‘Sister Act’, prodotto da Alessandro Longobardi: interpreterà il ruolo di Audrey, la giovane collega di Mushnick. Nel ruolo della pianta Audrey ci sarà invece Lorenzo Di Pietro in arte Velma K che nella pièce sarà proprio una drag queen.

Lo spettacolo, prodotto da Alessandro Longobardi di Viola Produzioni in coproduzione con Oti – Officine del teatro italiano e con bottega teatro Marche, è stato presentato nella giornata contro la violenza sulle donne. “Non è un caso – ha detto Longobardi – perché lo spettacolo parla anche di violenza e ci tenevamo a fare corrispondere la presentazione con questa data. L’obiettivo è anche quello di fare passare un messaggio con qualcosa di diverso”.

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Autore dell'articolo: Monica Straniero