Anton Yelchin – Provocative Beauty

Prima europea per la personale dell’artista presso lo Spazio Field di Palazzo Brancaccio, prestigioso spazio museale che riapre in anteprima per questa mostra dopo due anni

Dal 27 ottobre al 30 novembre 2019, Spazio Field – nuova realtà espositiva all’interno di Palazzo Brancaccio, già sede del Museo Nazionale di Arte Orientale – ospiterà, per la prima volta in Europa, Anton Yelchin – Provocative Beauty, personale di Anton Yelchin, attore cinematografico e fotografo americano. L’allestimento inaugurerà in anteprima l’attività di Spazio Field – luogo di ricerca e contaminazione dedicato ai nuovi linguaggi visivi – che inizierà la sua programmazione nel 2020.

Il progetto, realizzato in collaborazione con la Anton Yelchin Foundation di Los Angeles, fa parte del programma di Videocittà, Festival della Visione, ideato da Francesco Rutelli, e giunto alla seconda edizione.

Noto per i ruoli interpretati in più di settanta film, tra cui Star Trek, Green Room, Like Crazy, Terminator: Salvation e Alpha Dog, e appassionato di fotografia fin da adolescente, Yelchin aveva iniziato una carriera parallela di fotografo, pubblicando i suoi scatti e ricevendo commissioni da riviste internazionali. Scomparso prematuramente, a soli 27 anni, ha lasciato un’eredità culturale documentata dalla sua ricerca creativa: vero e proprio enfant prodige, aveva esordito giovanissimo come attore, spaziando poi dalla recitazione, alla musica, alla fotografia, raccontando con sensibilità i suoi viaggi e avventure intorno al mondo, senza mai dimenticare un rapporto intenso con la sua famiglia e le sue origini russe

Curata da Clayton Calvert e Alessio de’Navasques, la mostra raccoglie una selezione di cinquantuno immagini, realizzate da Yelchin nel corso degli ultimi sei anni della sua vita: nei grandi saloni di Spazio Field si snoderà un percorso emozionante, che racconta la vita dell’artista. Le atmosfere saturate e trasgressive di Hollywood rappresentano il passaggio per un viaggio alla scoperta di sé, passando dal grottesco, al sensuale, al surreale, attraverso l’uso di esposizioni multiple e contrasti di luce. Un’estetica ispirata anche al cinema noir: dallo Scorsese degli anni Settanta, al mondo onirico e straniante di Lynch. “Fare fotografie” aveva dichiarato Yelchin “mi sembra un modo per esprimere un certo tipo di narrazione emozionale, astratta. Guardo le immagini di cui sono più orgoglioso come se fossero un film che racconta il mondo, nel modo in cui lo vedo”.

Nell’ambito della mostra, domenica 27 ottobre dalle 18.00, sarà proiettato nella Sala Intesa Sanpaolo dell’Ex Caserma Guido Reni, quartier generale di Videocittà 2019, il film documentario Love, Antosha, diretto da Garret Price. Già presentato con successo al Sundance Festival, il lungometraggio ricostruisce un ritratto di Yelchin attraverso materiali video, interviste, lettere, testimonianze di personaggi come Jodie Foster, Jennifer Lawrence, William Defoe e tanti altri, con la voce narrante Nicolas Cage.

Autore dell'articolo: Redazione