Antebellum, l’orrore del razzismo negli Stati Uniti

Dal 14 dicembre su Amazon Prime Video l’opera prima di Gerrard Bush e Christopher Renz, con Janelle Monáe. Un thriller che parla di sotria e sfrittamento, gli schiavi neri, una ferita nella coscienza Usa

Antebellum, il primo lungometraggio dei registi Gerard Bush e Christopher Renz, si apre con  un fantastico piano sequenza. Una scena di otto minuti in cui una ragazzina bianca in un vestito giallo saltella attraverso un campo lussureggiante verso una grande casa colonica in una piantagione di cotone del profondo sud.

Qui soldati bianchi della Confederazione americana hanno ridotto in schiavitù un gruppo di neri. Eden, interpretato dalla cantante e attrice Janelle Monáe (Moonlight), una giovane donna di colore sa fin troppo bene che deve aspettare l’occasione giusta per scappare. Nel frattempo ai giorni nostri, la scrittrice Veronica Henley (sempre la Monáe, in un duplice ruolo) è un’autrice di romanzi sulle ingiustizie sociali ed economiche dei neri in America. Nonostante sia una donna nera di successo, sperimenta sulla propria pelle episodi quotidiani di ordinario razzismo. La giustapposizione tra questa discriminazione new-age e l’abietta crudeltà del passato è rappresentata in modo elettrizzante e con una buona dose di suspense.

Come Get out, il capolavoro horror di Jordan Peele uscito nel 2017, anche Antebellum, distribuito in Italia in direct-to-streaming su Amazon Prime Video, affronta la questione razziale attraverso il genere metaforico per eccellenza cioè l’horror. Nato in risposta alle tensioni sociali già emerse con il Black Lives Matter, il filone del black horror mira ad affermare che oggi come ieri essere afroamericano in America è fonte di paura. “Quando abbiamo iniziato a lavorare al film non avevamo immaginato, né potevamo immaginare il modo in cui il razzismo avrebbe preso il sopravvento nella storia, e nelle conversazioni. Ma ce n’era uno sfrenato bisogno – hanno spiegato i registi.

Ma non siamo di fronte ad un horror. Antebellum è un thriller psicologico. L’orrore sono le umiliazione degli schiavi, trattati come bestie e torturati quando disobbediscono agli ordini, o quando parlano non interpellati. Per quasi 80 anni, le narrazioni sugli schiavi neri hanno dominato il cinema antirazzista. Il sottotesto è mettere in luce che la schiavitù è nata insieme agli Stati Uniti d’America, ne costituisce il peccato originale. E’ all’origine di molte sue contraddizioni, come la mancanza di una sanità accessibile a tutti, un sistema scolastico esclusivo e infarcito di studenti indebitati. Ha fatto da fondamenta alle disuguaglienze e alle ingiustizie che ancora persistono nella società americana.

A dispetto di una sceneggiatura da cui traspaiono debolezze e ingenuità e la presenza di personaggi stereotipati, compresa la protagonista, Antebellum rimane un passo indispensabile per  affrontare i retaggi della schiavitù e delle sue conseguenze in un presente ancora abitato dal suprematismo bianco.  I neri finiscono in prigione dieci volte più dei bianchi, la maggioranza vive in ghetti segregati e sono più spesso vittime di violenza a sfondo razziale.

Autore dell'articolo: Monica Straniero