That Click, dive, divi e vita di Douglas Kirkland

Al Maxxi due anni fa la mostra del fotografo delle star e ora la prima del documentario di Luca Severi sulla sua vita e la sua carriera. Il film trasmette senso di vitalità e passione per il cinema dell'autore del più bel servizio mai realizzato su Marilyn Monroe
L’allestimento della mostra di Kirkland nel 2017 al Maxxi, in primo piano Marilyn

Esattamente due anni fa il 18 ottobre 2017 100 ritratti tra i più famosi di Douglas Kirkland venivano esposti al MAXXI. E il 18 ottobre di quest’anno è stato il MAXXI a ospitare la prima di “That Click”, documentario di Luca Severi su la vita, i divi e  le dive di Douglas Kirkland, nella  14a edizione della Festa del Cinema di Roma. Kirkland, di origini canadesi, meglio noto come fotografo delle dive, ha realizzato il più bel servizio fotografico  mai fatto a Marilyn Monroe. Il 23 ottobre ha inaugurato una sua nuova mostra a Brescia.

E’ profondo il legame di Douglas Kirkland con l’Italia. Qui conta molti amici ed estimatori e ha fotografato attori e attrici italiani del nostro cinema contemporaneo. Nei titoli di coda di “That Click”,  poco dopo le immagini della esposizione a Roma, il fotografo cita con amicizia e affetto tutti coloro che hanno lavorato al film. Una cordata giovane, ma molto attrezzata. Il regista Luca Severi, i produttori della LSPGInc. Giovanni La Badessa e Matteo Leurini.  La fotografia è stata diretta da  Gianfilippo De Rossi e  Silvia Bizio è alla produzione esecutiva.

Bernardo Bertolucci durante il servizio fotografico con Douglas Kirkland

Dopo quel primo scatto (“that click“) con la sua prima macchina fotografica, Kirkland  ha ritratto e documentato sessant’anni di cultura, attraverso la formazione del fotogiornalismo e il rito del rapporto diretto, simbiotico, con i soggetti del suo lavoro: dalle foto di scena, alle star, alla documentazione di grandi eventi globali.

Il documentario nell’insieme è una dichiarazione reciproca d’amore: per il cinema da parte di Douglas Kirkland e nei suoi confronti da parte del mondo del cinema. Pezzo per pezzo, si impara a conoscere questo ragazzotto canadese di belle speranze e idee chiare, che finalmente, già sposato, migra in California e assume sempre più notorietà nello star system. Invecchia, ma non di spirito, e mantiene una passione fisica nello scattare fotografie. Urla di piacere quando vede dentro l’obiettivo che il soggetto che sta fotografando sta rendendo la foto giusta.

Il racconto autobiografico della sua vita e della sua professione raggiunge l’apice quando Kirkland descrive il servizio realizzato con Marilyn Monroe. Lo ha già raccontato più volte, in interviste alla stampa. E’ diverso però ascoltarlo di persona ripercorrere quella sera, con un tono riflessivo, quasi incantato, mentre scorrono le immagini soffuse di Marilyn avvolta in lenzuola bianche di seta, con uno sguardo disarmato e felice, alternate agli scatti in bianco e nero del set, lui sdraiato per terra che guarda soddisfatto il soffitto finito il rullino e lei a fianco sul letto di posa. E’ un momento di cinema molto bello, anche se fatto di immagini fisse, le fotografie, insieme alle immagini in movimento.

Douglas Kirkland con la moglie Francoise alla mostra al Maxxi

Tra i tanti che vengono intervistati, compresa la moglie e compagna di vita e lavoro Francoise, i più attenti conoscitori dello stile di Kirkland sono le splendide e Sharon Stone e Nicole Kidman, poi Michelle Williams, Baz Luhrman e Andy Garcia, tra gli amici italiani Luca Guadagnino.

Scorrono intanto le immagini iconiche, che si possono sfogliare anche sul suo sito A Life in Pictures. Dalle foto sul set de La Mia Africa o Butch Cassidy  ai ritratti delle dive, Marilyn, Audrey Hepburn, Judy Garland con il volto rigato dal pianto, Brigitte Bardot sul pavimento come una gatta, con le musiche  di Pasquale Catalano e Marco Scorsolini e il montaggio di Lorenzo Mu. Icone che, dopo “That Click”, si arricchiscono del racconto dietro le quinte riguardo la realizzazione di scatti che restano nella storia e nell’immaginario.

Il documentario trasmette la vitalità e la gioia di vivere proprie di questo personaggio, animato da una grande passione, non solo per le donne, come dichiara con candore, ma per l’umanità e in particolare quella del cinema.

Autore dell'articolo: Luisa Gabbi