Soldado, Stefano Sollima presenta il suo primo film americano

Dopo A.C.A.B., Gomorra - La Serie e Suburra, Stefano Sollima debutta alla regia di un film “made in Usa”, il sequel di Sicario, Soldado con Benicio del Toro e Josh Brolin

Uscirà il 18 ottobre distribuito dalla 01 Distribution, il primo film americano di Stefano Sollima, il regista di A.C.A.B., Suburra e Gomorra-La serie. Con Soldado, sequel di Sicario, diretto da Denis Villeneuve, l’agente federale Matt Graver e l’ex avvocato messicano Alejandro, la cui famiglia è stata sterminata da un boss del cartello, tornano sul grande schermo insieme ai loro protagonisti Josh Brolin e Benicio Del Toro. Un film di frontiera, quella linea che separa Messico e Stati Uniti disseminato di tunnel sotterranei usati dai cartelli per contrabbandare la droga. Un luogo vago e indeterminato che negli anni è diventato un centro gravitazionale di grandi sommovimenti migratori.

Soldado ha incassato negli Stati Uniti nel primo weekend di programmazione oltre 19 milioni di dollari e attualmente è arrivato 73 milioni di dollari. “In America devi ricominciare da capo e riguadagnarti tutto”, ha detto il regista in conferenza stampa. “Rispetto al film di Denis, meno forte e più morbido, Soldado è più provocatorio,nessuno ti guida per mano, quando ti siedi nella sala”.

Sollima spiega inoltre che nel film il bene e il male si confondono. “I personaggi non sono filtrati da uno sguardo morale, cambiano tutti. È un racconto sul confine geografico, analitico, morale. Quanto male puoi fare per perseguire il bene? Su questo domanda il film fonda le sue basi”. 

Con i suoi temi profondamente attuali, il film diventa una riflessione sull’attuale clima politico negli Stati Uniti. A questo proposito,  Sollima ha precisato:“Soldado non è un film di attualità, non c’è nessun riferimento reale. Alcuni argomenti sono gli stessi usati da Trump durante la sua campagna elettorale. Noi avevamo scritto la sceneggiatura già da due anni.  Abbiamo raccontato temi che in realtà sono nell’aria da secoli e che Trump poi, anni dopo, è riuscito a tradurre in tweet raggiungendo milioni di persone”. 

Al seguente link l’intervista al regista Stefano Sollima

 

Autore dell'articolo: Stefano Amadio