La bellezza della costa pontina: il Circeo

In qualunque zone vi troviate sulla costa sud del Lazio sarà impossibile per il vostro sguardo non imbattersi nel profilo del meraviglioso promontorio del Circeo.

“E arrivammo all’isola Eaa: vi abitava Circe dai riccioli belli, dea tremenda con voce umana” (Odissea, X).

Ecco, quando vedi il profilo della Circe, signora delle acque che vanno da San Felice alla costa di Sabaudia è difficile non ripensare al suo mito, al suo incontro con il figlio di Laerte.

San Felice Circeo è più antica del suo mito: nelle sue grotte è stato ritrovato lo scheletro di un neandertaliano, maschio, vissuto 50.000 anni fa, e oggi, i suoi discendenti fanno di tutto per preservare quella natura incontaminata e selvaggia dalle speculazioni edilizie che, invece, hanno massacrato il litorale sabaudo, istituendo nel 1939 il Parco Nazionale del Circeo.

Il Paese originale sorge proprio sul fianco del promontorio del Circeo, fu colonia romana e possedimento dei Templari (restano testimonianze come il Convento e la Torre da loro eretti), possedimento della famiglia romana dei  e roccaforte pontificia. La parte nuova (La Cona) è stata edificata successivamente, costituita da terreno bonificato durante il periodo fascista come tutto l’agro pontino.

Cosa fare: intanto godersi il mare, ce n’è per tutti i gusti, sabbioso per i piccoli e per chi vuole “toccare”, di scoglio, profondo e cristallino per chi vuole fare snorkelling, e se arriva un acquazzone non abbiate paura, è un promontorio e il cattivo tempo se ne va con la stessa rapidità con la quale è venuto.  Da prendere in considerazione la possibilità di affittare un gommone per recarsi in quei tratti di costa accessibili solo via mare: oltre a vedere le sculture create dalle mareggiate potrete nuotare in un’acqua davvero limpida; se si dispone di qualche giorno in più tutti i giorni è possibile fare una escursione a Ponza con partenza dal porto turistico di San Felice.

Cosa vedere: il Monte Circeo da dove si gode un panorama mozzafiato del golfo delimitato da Gaeta, col mare e le isole pontine a fare da cornice, le Mura Ciclopiche risalenti al V secolo a.c., la Torre Templare con la porta “del Parco” che insieme alla piazzetta del Convento sono le ultime testimonianze del dominio dei Templari e il Museo con la Mostra permanente Hoo Sapiens et Habitat. Per immergersi nella natura e trovare un po’ di fresco una passeggiata nel Parco Nazionale del Circeo è l’ideale: ubicato lungo la costa tirrenica che va da Anzio a Terracina vi è ospitato il  centro di documentazione sull’istruzione scolastica e sull’opera sanitaria nelle Paludi Pontine. Se si ottiene un permesso speciale sarà poi possibile visitare la Grotta Guattari dove, nel 1939, il paleontologo Alberto Carlo Blanc vi rinvenì i primi resti fossili dell’Uomo di Neanderthal; se invece ci si vuole immergere nel mare blu e si è appassionati subacquei c’è la Statua del Cristo sommerso che vi aspetta: scolpita in 112 chili di bronzo, alta 1,75 cm, è  stata inabissata nel 1992 e posta a 18 mt di profondità dove è addirittura possibile sposarsi (se trovate un prete amante delle pinne e della muta).

Se poi si arriva il 29 luglio sarà possibile assistere ai festeggiamenti di San Felice “Ranne” (grande): si comincia con  la processione delle reliquie del Santo e poi si chiude con un grandioso spettacolo pirotecnico sul mare, evento suggestivo al quale partecipano migliaia di persone che vi assistono dalle spiaggie del litorale sanfeliciano.

Insomma che sia per un solo giorno o per un soggiorno andare a San Felice Circeo è una esperienza da fare. E ripetere.

Autore dell'articolo: Redazione