Il primo giorno della mia vita di Paolo Genovese

Quattro persone che vogliono farla finita, un angelo che le rimette al mondo. Nei cinema dal 26 gennaio

Una storia sulla forza di ricominciare quando tutto intorno sembra perso. Nel nuovo film di Paolo Genovese, Il primo giorno della mia vita, nei cinema dal 26 gennaio. tutto i protagonisti hanno ognuno un motivo per essere stanchi di esistere. Il valore della vita, da questo concetto Paolo Genovese realizza un film dal forte impatto emotivo che non può lasciare indifferente lo spettatore. Napoleon, Valerio Mastandrea, motivatore – guru dei nostri tempi – in grado di trasmettere speranze al prossimo, ma incapace di curare il suo vuoto interiore. Emily, ginnasta – eterna seconda – rinchiusa in se stessa dopo un infortunio che le ha sconvolto la vita. Aretha, poliziotta, Margherita Buy brava come al solito, che ha perso una figlia e, infine, Daniel. Quattro persone, la loro sofferenza e il desiderio di porvi fine con un gesto estremo. Quattro persone a cui vengono chiesti sette giorni di tempo per decidere se “confermare” la loro scelta.

Un attimo prima che compiano un gesto irrevocabile, uno sconosciuto. interpretato da Toni Servillo, li convince a stringere un patto: per sette giorni gli mostrerà come continua la vita in loro assenza, come reagiscono amici e parenti; dopo li riporterà al punto di partenza e potranno decidere. Per i quattro comincia così un breve e surreale viaggio nel futuro che li legherà in modo indissolubile e, tra nostalgia della felicità, episodi comici e momenti drammatici, li costringerà a guardare sé stessi e gli altri in modo diverso. Lo sconosciuto sarà capace di farli di nuovo innamorare della vita quando ormai credevano di aver toccato il fondo?

Giorno dopo giorno, quattro persone che in principio erano del tutto diversi tra loro:che in principio, si ritrovano legati da sentimenti profondi che una volta innescati si propagano come onde, ma saranno sufficienti a salvare tutti i componenti del gruppo?  Tra i personaggi quello del bambino bullizzato (Gabriele Cristini) ed incompreso da genitori troppo vuoti per sostenerlo che vuole farla finita, ci mette di fronte alla realtà che il mal di vivere non colpisce  solo agli adulti.

Il film non lascia indifferenti, e  ci ricorda a cosa dobbiamo aggrapparci per superare attimi di sconforto profondo.

Autore dell'articolo: Redazione di TheSpot.news