Io Vivo Altrove, l’esordio alla regia di Giuseppe Battiston

L'esordio alla fregia dell'attore racconta il desiderio di cambiare vita, lasciare la città e spostarsi in campagna
Al cinema dal 19 gennaio, il primo film di Giuseppe Battiston dal titolo, Io Vivo Altrove, ispirato liberamente a un romanzo incompiuto di Gustave Flaubert (Bouvard e Pécuchet).Girato in Friuli, molte scene sono state ospitate dal piccolo borgo di Valle di Soffumbergo, racconta la storia di Biasiutti, lo stesso Battiston, bibliotecario vedovo e solo, e Perbellini, Rolando Ravello, impiegato dell’Enel scapolo che vive con la madre. Si conoscono per caso durante una gita per fotoamatori, diventano amici e iniziano a coltivare insieme il sogno di andare a vivere in campagna, mantenendosi con il frutto delle proprie fatiche. Quando Biasutti eredita la vecchia casa della nonna a Valvana, sulle colline del nord est, il sogno può finalmente diventare realtà: l’accoglienza in paese, però, si dimostra meno calorosa del previsto.

“Una sorta di fiaba girata in Friuli”, così l’attore sintetizza questo suo esordio dietro la macchina da presa. Il film, con nel cast Teco Celio, Diane Fleri, Ariella Reggio e Alfonso Santagata, è una produzione Rosamont con Rai Cinema e Staragara in collaborazione con Minimum Fax Media e Tucker Film.

Il regista interpreta il sogno di una vita in campagna dove godersi l’ombra degli alberi che costeggiano i ruscelli, passeggiare tra i boschi, pescare nei laghetti ma anche a mettersi d’impegno per coltivare campi e accudire animali.

Io Vivo Altrove  appare come un lungo spot sui vantaggi di tornare a vivere nei borghi italiani, lontano da una vita in città e in periferia  che sta diventando sempre più costosa, rumorosa e stressante. Luoghi dove le tradizioni sono forti e dove la vita scorre lenta tra paesaggi bucolici. I due protagonisti  pur partiti con entusiasmo nella loro impresa, falliscono nel loro goffo tentativo di trovare tutte le soluzioni per vivere nella maniera più autonoma possibile con ciò che la terra offre e provvedendo al proprio benessere. 

La commedia scorre leggera senza intoppi per offrire più di un momento di riflessione sulla difficoltà di scegliere tra città e campagna.

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero