Donatella Rettore sul Palco di Villa Ada, 66 anni di trasgressività

Icona di stile degli Anni 80 ha regalato una serie di hit indimenticabili

Sold out a Villa Ada per il live di Donatella Rettore. La regina del pop-rock italiano ritorna dal vivo con tutta la carica che l’ha sempre contraddistinta nel corso della sua carriera lunga più di 40 anni.
Eclettica, eccentrica, popolare: Donatella Rettore è impossibile ingabbiarla in uno stile ben definito e continua a far emozionare il pubblico: in scaletta tutti i successi della cantante veneta. Il successo arriva alle soglie degli anni 80 grazie alla traordinaria abilità nel mixare testi e musica con ironia e spregiudicatezza. Ma non è stato facile. Fu Lucio Dalla che quando lei aveva solo 18 anni convinse la mamma a lasciarla andare in tournée con lui per aprire i suoi concerti.

La hit Kobra, brano inserito all’interno del 45 giri Kobra/Delirio pubblicato quarant’anni fa dall’etichetta discografica Ariston, è ancora in grado di scatenare un pubblico di tutte le età. Un brano dal testo provocatorio e irriverente, scritto dalla stessa Rettore con la musica di Claudio Rego. Kobra è stato inserito nel 2007 tra le 50 Canzonissime-Fenomeno di sempre nel programma televisivo condotto da Carlo Conti. In varie interviste la cantante ha dichiarato di aver scritto il testo in risposta ad un amico cantautore lucano che le ripeteva sempre: “Ma dove volete andare voi donne? Noi uomini c’abbiamo il cobra!”. 

Splendido Splendente, primo grande successo della Rettore, anticipa incredibilmente la tematica della chirurgia plastica che negli anni a seguire esploderà. Perchè Donatella Rettore è molto diversa da quella che l’immaginario collettivo vuole ricordare. Già nel  1977  pubblicava  Il patriarca sulle vessazioni della famiglia patriarcale. Kamikaze Rock ‘n’ Roll Suicide, un concept album spirato alla cultura asiatica antica e moderna e incentrato sulla pratica del suicidio d’onore, raggiunse i tre milioni di copie in Europa e in Giappone.

Lamette, una canzone elettro-pop che ineggia con ironia al suicidio, ha ancora una grande forza espressiva che è propria solo dei capolavori. In bilico tra kitsch, trash e genialità, Donatella Rettore dimostra insomma che la sua vitalità è tutt’altro che sopita e avrebbe meritato maggior fortuna.

Autore dell'articolo: Monica Straniero