Sun&Sea, al Teatro Argentina va in scena la fine del mondo

Pubblico nei palchi e attori in platea per lo spettacolo, vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 2019, che parla di crisi economica e affronta temi ambientalisti

Un’opera malinconica ambientata su una spiaggia sabbiosa, la performance presenta un futuro in cui gli effetti del cambiamento climatico hanno raggiunto livelli catastrofici, ma sembra che questo non disturbi molto  gruppo di vacanzieri di età varie sdraiati in costume da bagno su asciugamani colorati, sotto il sole estivo accecante.

Venti tonnellate di sabbia che proviene da una cava di Novara, su cui sono sdraiati tredici attori-bagnanti. E intorno, nei palchi, gli spettatori (un massimo di 150). Sun & sea è l’opera-performance delle artiste Rugile Barzdžiukaite, Vaiva Grainyte e Lina Lapelyte, a cura di Lucia Pietroiusti, che da martedì 22 giugno fino al 4 luglio va in scena al Teatro Argentina.

Lo spettacolo del  regista teatrale Rugilė Barzdžiukaitė, il drammaturgo Vaiva Grainytė e la compositrice Lina Lapelytė si propone come una rappresentazione lirica. In un’atmosfera apparentemente rilassata il pubblico diventa progressivamente consapevole della fragilità della condizione umana. Scopre poco a poco ogni personaggio della scena che, cantando, rivela le proprie preoccupazioni. Da irrilevanti premure per prevenire scottature o piani per vacanze future, all’angosciante timore di imminenti catastrofi ambientali che emerge dal più profondo della propria precaria esistenza.

Le frivole micro-storie  della spiaggia affollata, gradualmente soccombono lasciando spazio a questioni più serie e rilevanti, che trasformano i canti individuali in una sinfonia globale, un coro universale di voci umane dedicato a problemi ambientali di scala planetaria.

Nella performance si sente il fruscio delle buste di plastica che volteggiano in aria per poi adagiarsi sotto il pelo dell’acqua. Il rombo di motoscafo. E sotto questi rumori, si avverte il «lento cigolio, il rantolo di una Terra esausta».

Autore dell'articolo: Monica Straniero