Gabriele Mitelli e la sua orchestra alla Casa del Jazz

Dodici elementi che giungono da cinque diversi paesi europei per affrontare un viaggio intergalattico alla scoperta di nuovi mondi

Gabriele Mitelli, uno dei più giovani trombettisti italiani, non è un’esaltazione dell’io del trombettista bresciano ma l’espansione di altri suoi progetti fino alla forma più estesa, la European Galactic Orchestra. Noto in ambito internazionale soprattutto per il duo Star Splitter con Rob Mazurek e per l’European Quartet, Mitelli ha chiuso alla Casa Del Jazz, ieri 22 giugno, con il suo ensemble nel parco della Casa del Jazz un breve tour che lo ha visto passare per il NovaraJazz Festival, Mantova ed il Ground Music di Brescia.

Per lui essere orchestra significa una molteplicità di intenzioni che diventano un solo agire, una sola voce; spazio di condivisione e moltiplicazione della forza (politica!) del suono. Nostalgia di epoche mai vissute (o forse sì?), inestinguibile sete di presente, ansia di futuro.

Nasce per raccogliere i fili sparsi di un lungo e accidentato percorso (artistico ma soprattutto umano) l’European Galactic Orchestra di Gabriele Mitelli, per riunire attorno al fuoco sacro del jazz le mille anime danzanti di una vita in musica. Come a voler ricomporre il mosaico di un’infinita sequela di incontri, di folgorazioni, il trombettista bresciano ha deciso che era arrivato il momento di provare ad abbracciare con un solo sguardo la vastità dei territori attraversati. Una chiamata a raccolta alla quale ha risposto un manipolo di impavidi improvvisatori da ogni angolo del continente (Francia, Svezia, Inghilterra, Italia, Olanda), convocati per un viaggio oltre i confini del cielo e al di là delle generazioni che, seguendo le rotte interplanetarie tracciate da esperienze collettive imprescindibili come quelle dell’Art Ensemble of Chicago, dell’ICP, dell’Italian Instabile e della Fire! Orchestra (vicine, vicinissime fino a quasi a poterle toccare), arriva a planare sugli anelli di Saturno in compagnia di Duke Ellington, Misha Mengelberg e Sun Ra. Giancarlo Nino Locatelli (che oltre a suonare il clarinetto ha curato insieme a Mitelli il passaggio da progetto a realtà, in fase di scrittura e di arrangiamento), Sebi Tramontana (trombone), Luca Tilli (violoncello), Alexander Hawkins (pianoforte), Pierre Borel (sassofoni), Cristophe Rocher (clarinetto), John Edwards (contrabbasso), Cristiano Calcagnile (batteria), Tobias Delius (sassofoni), Per Åke Holmlander (tuba), Christelle Sery (chitarra): l’equipaggio è a bordo, il conto alla rovescia è iniziato. Destinazione ignota. Perché non è la meta che conta, ma il viaggio.

Autore dell'articolo: Monica Straniero