Ara Güler, riapre la mostra sul maestro del bianco e nero

Al Museo di Roma in Trastevere riprende dal 2 giugno al 20 settembre la mostra dedicata al più importante rappresentante della fotografia creativa in Turchia, scomparso nel 2018. Il Bosforo come era e ritratti famosi degli anni '50

Con la riapertura dei musei, si potrà visitare a Roma, Museo in Trastevere, dal 2 giugno al 20 settembre, la mostra monografica dedicata ad Ara Güler, il più importante rappresentante della fotografia creativa in Turchia, scomparso alla fine del 2018.

E’ esposta una selezione dei migliori scatti del fotografo e giornalista su Istanbul e gli ospiti più illustri della città, negli anni d’oro del dopoguerra. Ara Güler è uno dei sette fotografi migliori al mondo dal British Journal of Photography Yearbook e insignito del prestigioso titolo di “Master of Leica”

Osservatore della storia turca

Osservatore della storia e società turca,  nato nel 1928  in Armenia e scomparso poco più di un anno fa, Ara Güler ha lasciato in eredità un archivio di oltre due milioni di foto. La sua biografia ci dice che fu profondamente influenzato dal cinema, nel quale lavorò da adolescente. Più adulto intraprese un percorso di formazione teatrale, per poi scegliere, dopo aver abbandonato gli studi di Economia, il fotogiornalismo.

Dopo aver lavorato per “La nuova Istanbul”, fu reclutato da Henri Cartier-Bresson per l’Agenzia Magnum e divenne corrispondente per il Vicino Oriente prima per Time Life nel 1956, e poi per Paris Match e Stern nel 1958. Le sue opere sono state esposte in centinaia di mostre in tutto il mondo e pubblicate in decine di libri. Güler intervistò e fotografò numerose celebrità.

Ritratti sorprendenti

La mostra è composta in gran parte dalle fotografie di Istanbul scattate da Ara Güler a partire dagli anni ’50. La passione per il cinema emerge nelle 45 vedute in bianco e nero della città.  Costituiscono una preziosa testimonianza di un’umanità ormai quasi cancellata e del Bosforo come era. Immagini dove il nero domina sul bianco. Mentre l’interesse per il personaggio, interpretato da un’ottica soggettiva, si palesa nei 37 ritratti del mondo dell’arte, della letteratura, della scienza e della politica. Tra questi, a volte con tratti sorprendenti, Federico Fellini, Sophia Loren, Cesare Zavattini, Bernardo Bertolucci, Antonio Tabucchi, Josiph B. Tito, Papa Paolo VI, Winston Churchill.

Un tour mondiale per la mostra

Prima di arrivare a Roma la mostra ha fatto il giro del mondo, Londra, Parigi, Tokyo, New York, Mogadiscio ed è presentata direttamente dalla Presidenza della Repubblica di Turchia in collaborazione con il Museo Ara Güler e l’Archivio e Centro di Ricerca Ara Güler. Promotori: Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Inaugurata il 30 gennaio, la mostra ha chiuso un mese dopo e sarebbe finita il 3 maggio. Ora la proroga permetterà le visite finora interdette.

Ara Güler era “un marchio globale per la sua professione a tutti gli effetti”, dice il Presidente Recep Tayyip Erdoğan. Sponsor principali dell’iniziativa sono Halkbank e Ziraat Bank, media sponsor i quotidiani Sabah e Daily Sabah e la compagnia aerea ufficiale la Turkish Airlines. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

Foto dell’allestimento al Museo In Trastevere (c) Ums

Autore dell'articolo: Luisa Gabbi