Freud, la serie, tra occultismo e psicanalisi

Freud e la nuova serie tv di Netflix che racconta il padre della psicanlisi quando era giovane. Protagonista l'attore austrico Robert Finster.

La nuova serie Netflix, dal 23 marzo in streaming sulla piattaforma digitale, segue un giovane Sigmund Freud impegnato a risolvere una serie di omicidi. Ovviamente, Sigmund è molto più noto per essere il padre della psicoanalisi di quanto non lo sia per le sue capacità di detective della sezione omicidi. 

Il protagonista, Robert Finster, è molto affascinante, il suo viso da falco è fatto per rimuginare, la sua barba lussureggiante è perfetta per accarezzarla distrattamente mentre riflette su se stesso. Ma non è l’unica ragione per cui vale la pena vedere la serie.

Ambientata a Vienna nel 1886, ben presto la serie delude, per fortuna, qualsiasi aspettativa di una ricostruzione biografica dell’autore. Fin dall’inizio, vediamo Freud fare uso di cocaina. “Sappiamo che nella sua vita privata, era fortemente dipendente dalla cocaina”, ha detto il regista Marvin Kren a Variety . A quei tempi non era illegale.

La storia dell’occulto nell’età vittoriana e i disordini politici dell’impero austro-ungarico sono i veri protagonisti della serie. In questo scenario fatto di atmosfere tetre e inquietanti, si inserisce un giovane dottore mentre cerca di scardinare le convenzioni del mondo accademico. Le sue teorie in cui sostiene che la mente umana sia distinta dal cervello, quindi non tutti i trattamenti dovrebbero essere affrontati con interventi fisiologici, lo renderanno inviso ai suoi colleghi. Ma è l’elemento thriller noir ad emergere con prepotenza quando Sigmund viene coinvolto in una cospirazione che minaccia di distruggere l’unione tra Austria e Ungheria.

Questa non è la prima volta che la figura di Freud viene reiventata nel ruolo di investigatore. Nel romanzo di Jed Rubenfeld del 2006 The Interpretation Of Murder,  Sigmund è sulle tracce di un assassino durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti. Freud ha anche incontrato lo stesso Sherlock Holmes nel film degli anni ’70 The Seven-Per-Cent Solution . Nella vita reale, Freud era un avido lettore di Sir Arthur Conan Doyle, secondo i resoconti di un ex paziente. Non è difficile quindi intuire il motivo che ha spinto di autori della serie a catapultare Freud in una storia di medium psicotici e crimininali. 

Gli elementi soprannaturali si sovrappongono cosi a quelli psicologici ed entrambi coesistono perfettamente. “Freud” fa luce sulla psiche umana in un modo che oggi sarebbe condiviso anche dallo stesso Sigmund. Tutto nella serie ruota intorno ai genitali, al sesso e questo la trasforma in un perfetto testamento postumo della psicologia freudiana.

Autore dell'articolo: Floriana Lovino