Al Teatro del Lido di Ostia, Silvia Calderoni in scena con MDLSX

Venerdì 18 e sabato 19 gennaio al Teatro del Lido di Ostia in scena MDLSX, una produzione firmata Motus
Venerdì 18 e sabato 19 gennaio al Teatro del Lido di Ostia in scena MDLSX, uno spettacolo di forte impatto, che in parte prende spunto da Middlesexlibro di culto di Jeffrey Eugenides.  Enrico Casagrande e Daniela Nicolò dirigono Silvia Calderoni, artista e performer 37enne, in uno spettacolo provocatorio sull’identità di genere. «Il cambiamento necessario è talmente profondo che si dice sia impossibile, talmente profondo che si dice sia inimmaginabile. Ma l’impossibile arriverà e l’inimmaginabile è inevitabile » dice Paul B.
Preciado nel Manifesto Animalista. MDLSX è ordigno sonoro, inno lisergico e solitario alla libertà di divenire, al gender b(l)ending, all’essere altro dai confini del corpo, dal colore della pelle, dalla nazionalità imposta, dalla territorialità forzata, dall’appartenenza a una Patria. Di “appartenenza aperta alle Molteplicità” scriveva Rosi Braidotti in “On Becoming Europeans”, avanzando la proposta di una identità post-nazionalista. Ed è verso la fuoriuscita dalle categorie – tutte, anche artistiche – che MDLSX tende. È uno “scandaloso” viaggio teatrale di Silvia Calderoni che – dopo 10 anni con Motus – si avventura in questo esperimento concepito nel formato di un eccentrico Dj/Vj set. E lo fa attraverso il linguaggio del corpo, unendo la spontaneità quasi animalesca al controllo quasi maniacale di ogni gesto e movimento.
In MDLSX collidono brandelli autobiografici ed evocazioni letterarie e sulla confusione tra fiction e realtà MDLSX oscilla – da Gender Trouble a Undoing Gender. A tessere il background di questa “performance-mostro” è Judith Butler assieme a “A Cyborg Manifesto” di Donna Haraway e al “Manifesto Contra-sexual” di Paul B. Preciado e ad altri cut-up dal caleidoscopico universo dei Manifesti Queer
MDLSX è una produzione Motus, compagnia fondata nel 1991 a Rimini da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò esplode negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, riuscendo a prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente. Dalla sua fondazione Motus affianca la creazione artistica – spettacoli teatrali, performance e installazioni – con un’intensa attività culturale, conducendo seminari, incontri, dibattiti e partecipando a festival interdisciplinari nazionali e internazionali. Liberi pensatori, portano i loro spettacoli nel mondo: da Under the Radar (NYC), al Festival TransAmériques (Montréal), PuSh Festival (Vancouver), Santiago a Mil (Cile), Fiba Festival (Buenos Aires), Adelaide Festival (Australia), Taipei Arts Festival (Taiwan) e in tutta Europa.

Autore dell'articolo: Redazione