La realtà? È un’opera d’arte

Ultima giornata inaugurale ma ancora due weekend per lo storico SI Fest di Savignano, 27a edizione, che si interroga su "Essere, ora", tra verità e realtà. Una proposta coraggiosa, vari progetti inediti in Italia e Europa

SAVIGNANO – “Sì, non era vero. Ma nella mia immaginazione lo era”. Così Herman Rosenblat aveva lasciato credere al mondo che la donna che aveva sposato, il suo grande amore incontrato per caso, si fosse rivelata esattamente quella stessa bambina che gli aveva salvato la vita, durante la seconda guerra mondiale, gettandogli mele oltre il filo spinato che lo rinchiudeva in un campo di concentramento. Quella bugia gli aveva permesso di reggere la dolorosa memoria del lager.

È una delle sei storie di oneste vite basate sulla menzogna raccontate con parole e fotografie nel potente  “Margins of Excess”  di Max Pinckers, uno degli autori al centro del SFest, il Festival di fotografia contemporanea promosso da Savignano Immagini, a Savignano sul Rubicone, che oggi vive, con un ricco programma, l’ultima delle tre giornate inaugurali.

Festival storico per la scena italiana e internazionale, si potrebbe dire eroico visto che è giunto alla 27esima edizione grazie alla tenacia di un Comune di 17mila abitanti, sindaco Filippo Giovannini, il SI Fest si interroga quest’anno su “On Being Now”, sul “esistere, oggi”, sul “chi siamo oggi?”. In realtà, mentre, a Modena, si conclude il Festival Filosofia su “Verità”,  è proprio dentro allo spazio tra il vero e il possibile, tra la realtà e l’immaginato, tra quello che sembra e le sue diverse interpretazioni, che si muovono diversi dei quattordici progetti, la maggioranza inediti in Europa e Italia, altra scelta coraggiosa, voluti dal comitato artistico Roberto Alfano, Laura De Marco, Christian Gattinoni.

Due numi tutelari accompagnano la kermesse, Luigi Ghirri, costante punto di riferimento e genius loci della via Emilia, e Marco Pesaresi, il fotografo riminese scomparso nel 2001, nel cui nome ogni anno viene premiata una figura emergente.

Il Premio Pesaresi 2018 è stato assegnato venerdì, Lina Pallotta presidente della giuria, a Chiara Fossati, con il lavoro “Villaggio dei Fiori”, che verrà presentato alla prossima edizione, mentre ora è la volta di Andrea & Magda con “Rawabi, Birth Of A Utopia”, esposto al Consorzio di Bonifica.

(foto Andrea & Magda – visione del rendering 3D di Rawabi)

La coppia italo-francese di autori, che vive in Medio Oriente, ha fotografato l’irreale realtà della città che sta sorgendo in Cisgiordania ad opera del miliardario palestinese-americano Bashar Masri per ospitare il sogno di una società palestinese liberale. Nel progetto artistico, i rendering e le immagini pubblicitarie di una vita quasi all’occidentale si confondono con i palazzi già realizzati e con i ritratti d’interno delle prime famiglie già insediate. Le ultime foto sono di maggio 2018, una cattedrale commerciale nel deserto o una città ideale che sfida l’occupazione israeliana. Andrea & Magda indicano, rappresentano, non giudicano, chi vuole, legge in controluce.

Nella stessa sede, i mazzi di fiori fotografati come still life fiamminghi della slovena Spela Volcic con “Et Fiat Lux”, Premio SI Fest Portfolio 17, ci suggeriscono un’altra strada ancora. L’ultima stanza ci rivela che i fiori riprodotti sono finti. La poesia ci è stata servita da una doppia finzione, ma forse non per questo è meno poetica.

Il discorso continua con altri autori e temi internazionali. Piergiorgio Casotti ed Emanuele Brutti disvelano con “Index G – Discontinuità tra sistemi spaiali umani adiacenti”, la macro segregazione razziale in atto in America, con una sceneggiatura che accompagna, come storia e denuncia orale, gli ambienti dei quartieri ghetto e i ritratti dagli occhi sprofondati.

Sembrano invece uscite da un libro di fiabe, nei colori pastello, le scene di vita nordcoreana ritratte da Filippo Venturi in “Korean Dream”, Premio Portfolio Italia 2017. Il fotografo coreano che lo fotografa per controllarlo ci consegna la chiave di lettura di un mondo che si mostra perfetto e che suscita comunque un fascino estetico in chi guarda.

(Filippo Venturi – il fotografo nordkoreano)

Di ricerca della bellezza si tratta quando incontriamo “Internat” di Carolyn Drake, che ha realizzato un progetto artistico con ragazze e donne internate già sotto il controllo sovietico in una struttura in Ucraina, perché considerate non abili. Attraverso la pittura, la fotografia, o altre attività collettive, l’autrice e le ospiti dell'”orfanotrofio” entrano in relazione e costruiscono insieme il progetto per immagini,  che nasconde o trasforma la loro realtà in una rappresentazione che disvela qualche verità.

(foto Calrolyn Drake – ragazza in rosso)

Ciò che mi interessa è qualcosa di  fluttuante tra immaginazione e realtà, un conflitto tra un’idea di verità e qualcosa che non è reale” ha affermato ieri il lussemburghese Max Pinckers all’incontro con il pubblico. “Posto che non c’è nulla di vero, ma che è venuto a mancare quel consenso che permetteva, come davanti agli affreschi del Medioevo, di concordare cosa fosse reale, volevo qualcosa che trattasse di questa confusione”.

Così fotografie, interviste, articoli di giornale su sei casi americani clamorosi, per andare a fondo della scelta personale tra vero e falso. L’autore non documenta, né fa cronaca, ma interpreta, e al posto della mela lanciata oltre la recinzione immortala un’arancia, “tanto era finta lo stesso”, luna calante o incombente palla da basket nel cielo di New York.

Davanti alle ricerche esposte a Savignano, progetti molto articolati, certamente più nel campo della foto documentale che del fotogiornalismo, nello spazio tra certo e incerto, slittamenti di significato, nel fare emergere storie non conosciute, resta, “oggettiva, “sachlich, la forza della creazione artistica e del pensiero, oltre alla forza della foto in sé al di fuori del progetto da cui è nata.

Encomiabile, quindi, la proposta di alta qualità che arriva da questo stoico Comune,insieme alla Regione Emilia Romagna, ed altri Comuni vicini, e che meriterebbe sicuramente ancora più impegno, organizzativo e di promozione, dato il rilievo nazionale e internazionale che esprime.

(foto visita guidata Carolyn Drake)

Le mostre saranno ancora visitabili nei prossimi  due weekend fino al 30 settembre. Oltre agli autori citati, Murray Ballard, Emanuele Camerini, Paolo Ciregia, Lucie Khahoutian, Francesco Levy, Ina Lounguine, Giulia Mangione, Richard Renaldi e un interessante Off sul tema dell’Identità, oltre ad una serie di iniziative sul territorio.

Info su https://www.sifest.it/

Fb https://m.facebook.com/savignano.immagini/

Instagram @SIFest

Autore dell'articolo: Luisa Gabbi