“Lo Schiaccianoci” di Balanchine torna a New York

Lo Schiaccianoci di George Balanchine del New York City Ballet torna al Lincoln Center

Il New York City Ballet è stato fondato da Georgij Melitonovič Balančivadze, passato alla storia di fatto come George Balanchine. Se il cambio del cognome ha reso forse più semplice e più europea la pronuncia, Balanchine è rimasto nell’animo sempre fortemente russo. Di origine georgiana Gorge Balanchine, studiò a Pietroburgo alla scuola del Mariinskij, entrò giovanissimo nei Ballets Russes di Diaghiliev trovandosi poi, agli inizi degli anni Trenta, ad emigrare negli Stati Uniti, dove diede vita al balletto americano così diverso da quello russo ed europeo, ma restando nel solco della tradizione.
Il New York City Ballet ha aperto la sua stagione annuale 2022 con uno degli spettacoli più amati dai newyorchesi, Lo Schiaccianoci  da  venerdì 25 novembre al David H. Koch Theatre del Lincoln Center for the Performing Arts. Bambini, adulti e appassionati di danza riempiono la platea e le gallerie per assistere a uno dei più complessi e fiabeschi spettacoli del repertorio del New York City Ballet. Con un quasi ininterrotto “sold-out” al botteghino, la popolarità del balletto è tale da rendere indimenticabili le festività natalizie di tutte le età, catturate dalla musica di Tschaikovsky, dalla coreografia di Balanchine, dai sontuosi costumi di Karinska e dai magici set di Rouben Ter-Arutunian.

La versione di Balanchine, sulle note di Tchaikovsky, si basa sul libretto originale di Hofmann, anche se con alcune parti riarrangiate e, allo stesso tempo, attingendo da alcune coreografie di Petipa come “La danza del cerchio”. La versione di Balanchine ha un’estetica diversa dall’originale, riduce infatti al minimo i costumi per dare al balletto un aspetto più elegante e per focalizzare l’attenzione dello spettatore sul corpo del ballerino. Sul palco elementi scenici dagli effetti visivi grandiosi rimangono comunque invariati, come il momento della crescita dell’albero di Natale (alto 12 metri e pesante 1 tonnellata) che riesce sempre a sollevare sibili di incredulità nel pubblico a ogni esibizione.

Il primo atto si apre nella casa della famiglia Stahlbaum che si prepara ad ospitare i suoi inviatati per la vigilia di Natale. Ultimo ospite è Herr Drosselmeyer, l’amato ma eccentrico padrino dei bambini di Stahlbaum, con il nipote al seguito. Drosselmeyer porta con sé intrattenimento sotto forma di bambole meccaniche di grandi dimensioni, un’aria di mistero di buon cuore e, soprattutto, regali. Il misterioso padrino, dona a Marie, la figlia degli Stahlbaum, uno schiaccianoci, che il fratello minore, Fritz, rompe prontamente. Dopo la dipartita degli ospiti, Marie si si addormenta abbracciata al suo schiaccianoci che Drosselmeyer ha riparato e inizia così il suo magico sogno. Forse una delle scene più impressionanti di questa versione è quella in cui l’albero di natale inizia a librarsi in aria e a diventare sempre più grande e a rende l’impressione che Marie si stia magicamente rimpicciolendo. Un grippo di topi attacca la bambina che viene però salvata da un esercito di soldatini guidati dallo schiaccianoci che si è ora tramutato in un principe dalle sembianze del nipote di Drosselmeyer. Il sipario cala dopo una sublime danza dei fiocchi di neve in cui il corpo di ballo del City Ballet nonostante l’enorme quantità di neve (diverso da quasi tutte le altre versioni) non esita ad eseguire con estrema maestria ed estrema leggerezza.

Autore dell'articolo: Monica Straniero