La recensione di Masquerade di Nicolas Bedos

In uscita per 'Lucky Red', il nuovo esilarante film di Nicolas Bedos dipinge il ritratto di una classe sociale interessata solo al denaro e all'apparenza.

Con Masquerade, al cinema dal 21 dicembre con Lucky Red, Nicolas Bedos, autore del bellissimo La Belle Époque, lancia un atto di accusa contro l’alta società interessata solo al denaro e all’apparenza. Nulla che non sia già stato ampiamente trattato nella cinematografia ma la sceneggiatura di grande finezza tiene incollati allo schermo.

Adrien, Pierre Niney, un attraente ballerino che ha dovuto lasciare la danza, spreca la sua giovinezza nell’ozio della Costa Azzurra, dove vive mantenuto da Martha, vecchia gloria del cinema. Tutto cambia quando incontra la giovane e bellissima Margot ed è subito colpo di fulmine. Insieme, fantasticano su una vita migliore e mettono in piedi una truffa ai danni di un ricco imprenditore. In Masquerade – Ladri d’amore nulla è come sembra.

Masquerade è una storia tortuosa, brulicante di personaggi e sottotrame che finiscono comunque per formare la rete di una macchinazione particolarmente diabolica. Il film si offre come punto di osservazione di una classe sociale che vive nell’opulenza e  la cui unica  preoccupazione nella vita sono i soldi.

Un film che getta uno sguardo pietoso sull’ipocrisia di queste vite mediocri che fingono di guardare dall’alto in basso il mondo intero, ma finiscono tutte per fallire nella loro ricerca del vero amore.In questo groviglio di intrighi, bugie e tradimenti, osserviamo i protagonisti dimenarsi come pesci boccheggianti in balia di impulsi che li precipitano verso l’abisso. Se Pierre Niney è un gigolò credibile e François Cluzet un perfetto vecchietto, sono i personaggi femminili a dare forza al racconto.  Marine Vacth incarna una vera femme fatale , Emmanuelle Devos perfetta nei panni di una donna ingannata, ed infine  Laura Morante, che si rivelerà un potente deus ex machina.

Autore dell'articolo: Monica Straniero