Barcolana 54, una delle edizioni più belle di sempre vinta da Wendy Schmidt

In una giornata perfetta l'americana Wendy Schmidt e il suo equipaggio vincono la Barcolana 54. Oltre 1600 le barche al via, momenti di suspense e panico per la rottura di una vela ad Arca e la caduta in mare di un equipaggio

Sarà il fascino di Trieste, l’Amerigo Vespucci, il mare o quel non so che meraviglioso che ha l’andar per mare su una barca a vela. Clima, temperatura, vento, tutto perfetto nell’edizione numero 54 di una Barcolana che a visto al via oltre 1600 barche e che ha visto trionfare l’armatrice americana che per la prima volta ha messo in fila tutti i colleghi  maschi. E poi aspettare le barche all’arrivo, che si inchinano al pubblico e ai tifosi e festeggiano comunque, perchè la vera festa è esserci, sentire il vento e l’acqua nella pelle, la gioia di concludere.

Un sogno che si avvera. Il Trofeo della Barcolana domani vola negli Stati Uniti, al New York Yacht Club, lo stesso che, per 132 anni, ha detenuto la Coppa America. Wendy Schmidt, imprenditrice e filantropa americana, ha vinto con la sua Deep Blue la 54.a edizione della Barcolana, disputata a Trieste con al via 1614 barche e in una perfetta giornata di sole, con vento di Bora e raffiche fino a 25 nodi, e Nave Vespucci che ha simbolicamente dato la partenza. Wendy Schmidt vince anche il Trofeo Generali “Women in Sailing”, assegnato alla prima donna classificata leader di un equipaggio misto, ed è la prima volta che un unico team ottiene entrambi i Trofei.

Deep Blue ha tagliato il traguardo in 57’47”, battendo con 59 secondi di vantaggio Arca di Furio Benussi. Il terzo posto è andato a Portopiccolo Prosecco Doc con al timone Mitja Kosmina. “È un sogno che si avvera – ha dichiarato il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz – il Trofeo Barcolana partito da Barcola, una società di umili origini, domani approderà al New York Yacht Club. È stata davvero grande festa a Trieste, in terra e in mare: la Barcolana, come spesso accade, ha sorpreso tutti e ci ha regalato una settimana splendida e una giornata da incorniciare”. “Sono contenta per la mia squadra – ha dichiarato la velista americana Wendy Schmidt – e per tutti coloro che hanno lavorato duramente per così tanto tempo: navighiamo insieme da 15 anni. Grazie Trieste: le persone sono state davvero meravigliose qui, è stato un piacere navigare e godersi questo bellissimo paesaggio naturale. Ora ho capito perché tutti amano navigare in questa regata e in questa città”. E ancora, sul tema della leadership femminile: “Ci sono tante eccellenti, appassionate, intelligenti e talentuose veliste: la vela è uno sport meraviglioso che non ha sesso, età o barriere. Incoraggio le persone a navigare ad amare la vela perché siamo tutti legati all’oceano: che lo si sappia o no, facciamo parte tutti del suo futuro”, ha concluso Wendy Schmidt.

Il Presidente di Generali, Andrea Sironi, ha commentato: “Barcolana è un’autentica festa del mare, uno spettacolo straordinario con un grande pubblico pieno di entusiasmo, che testimonia l’affetto e il legame verso questa manifestazione che rappresenta un’intera città, Trieste, e che, con il contributo di tutti, è stato ancora una volta un vero successo. Generali da oltre 40 anni è al fianco di Barcolana e come promotori del Trofeo Generali women in sailing siamo lieti che a tagliare il traguardo per prima sia stata una donna, Wendy Schmidt. Veleggiare nuovamente insieme, con l’attenzione alla sostenibilità, all’inclusione e alla solidarietà, è il miglior modo per dimostrare il ritorno alla normalità di cui abbiamo bisogno e che ci permetterà di affrontare le nuove sfide. Ringrazio l’organizzazione e tutti quelli che hanno reso possibile questa festa, per me la prima, con l’augurio che continui a crescere e a coinvolgere sempre più persone”.

LA CRONACA – È una incredibile giornata di vela a Trieste, con la Bora che dal primo mattino inizia a soffiare prima debolmente e poi sempre più forte fino a raggiungere, sotto raffica, i 28 nodi. 1614 le barche al via, in una Barcolana eccezionaleLa partenza è a dir poco adrenalinica: i big della regata sono vicini tra loro, ma ognuno ha la propria, chiara idea, del punto da dove partire, perché con Bora il tratto migliore è la parte della linea più vicina a BarcolaArca parte infatti tra centro linea e Barcola, issa subito una vela di prua capace di orzare a ogni raffica e punta a uscire velocemente dal gruppo. Deep Blue, sottovento, arma invece un gennaker per una andatura più larga, e mostra immediatamente il perfetto assetto che manterrà per tutta la regata. Portopiccolo Prosecco DOC, con Mitja Kosmina al timone, parte sotto Barcola resistendo alle raffiche più forti. Immediatamente dietro, emergono Maxi JenaEwol Way of Life che complice una issata non pulita di gennaker sarà costretto all’inseguimento, e Woodpecker Cube Generali THSN. Momenti di gloria per alcuni scafi delle categorie più piccole, che in planata resistono alle raffiche in una Barcolana che resterà da ricordare.

Pochi minuti dopo la partenza, proprio mentre si trova a una incollatura da Deep Blue che guida la regata, Arca rompe l’attacco della vela di prua che la stava spingendo al sorpasso. Seguono momenti molto concitati, nei quali il team di Furio Benussi riesce a gestire la situazione, decidendo però di lasciare la vela in acqua per tornare in assetto, mentre Deep Blue con chirurgica precisione prosegue la sua rotta verso la prima boa. La vela di Arca sarà recuperata da un mezzo d’appoggio, e il fatto originerà una protesta da parte di Way Of Life che verrà discussa probabilmente domani dalla giuria internazionale: “Come velisti e professionisti dello sport – scriverà in una nota nel corso del pomeriggio il team di Way of Life – è evidente che il regolamento ISAF è stato infranto” riferendosi all’episodio della vela non recuperata direttamente dal team ma lasciata al mezzo d’appoggio.

La regata rimane comunque aperta: Arca – che passa per seconda la prima boa con 140 metri di svantaggio da Deep Blue, seguito da Portopiccolo Prosecco Doc e Maxi Jena,  tenta in tutti i modi di recuperare, ma il duello a distanza ravvicinata – quasi un match race in una regata di flotta da 1600 barche – vede sempre Wendy Schmidt nella migliore posizione, capace di rispondere a tono a Furio Benussi che sfruttando ogni raffica prova a orzare e poggiare per trovare una via d’uscita. Il vento, nel lato tra Miramare e Trieste, aumenta ancora: le raffiche arrivano a 28 nodi, Benussi deve dare una mano di terzaroli alla randa per gestirle al meglio, Deep Blue prosegue decisa su ogni raffica. L’arrivo del team americano armato da una donna resterà nella storia della Barcolana, con Trieste che festeggia in grande abbraccio alla prima donna leader di un team al primo posto.

Epica la regata per molti equipaggi, che in questa edizione hanno compiuto delle vere e proprie imprese combattendo con una bora gagliarda: sul sito della Barcolana, tutte le classifiche provvisorie assolute e per categoria. Come da tradizione, Barcolana ha premiato direttamente in mare, dalle mani del Presidente Mitja Gialuz e del Direttore Sportivo Dean Bassi, l’ultimo arrivato: si tratta del sesta classe Microbo di Livio Grassi dello Yacht Club Monfalcone.

Le condizioni meteo e il vento molto rafficato hanno messo alla prova le attrezzature di molte imbarcazioni tra le quali quelle della Passera Barcolana 50 – costruita dalla Società Velica di Barcola e Grignano in occasione del cinquantesimo anniversario della regata – che si è rovesciata ed è stata trainata a terra. L’equipaggio è stato immediatamente recuperato grazie all’intervento del sistema di sicurezza coordinato dalla Capitaneria di Porto.

 

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994 e vegana dal 2011. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.