Crazy, al Chiostro del Bramante la follia dell’arte

Esposte fino all’8 gennaio 2023 le opere di ventuno autori internazionali per un viaggio nei territori della creatività

Dal 19 febbraio 2022 all’8 gennaio 2023, il Chiostro del Bramante ospita la mostra Crazy. La follia nell’arte contemporanea, a cura di Danilo Eccher. Ventuno gli artisti internazionali protagonisti. Più di undici installazioni site-specific inedite per sperimentare nuove forme di percepire l’arte. Per la prima volta le opere d’arte invaderanno gli spazi esterni e interni del Chiostro del Bramante di Roma, perché la follia non può avere limiti.

L’allestimento segue un percorso, a partire da un nucleo storico, con due produzioni artistiche fondamentali. Da un lato lo spazialismo di Lucio Fontana che con la precisione del “taglio” ci obbliga a capire cosa c’è al di là della tela e invita, attraverso il labirinto spaziale, ad andare oltre il confine. Gianni Colombo con il lavoro optical,  restituisce una realtà che può essere distorta e quello che ci appare diverso.

Fantasia, creatività e pazzia si espandono da opere che rifiutano gli schemi stabiliti e di essere inquadrati in rigidi strutture di interpretazione. Ed ecco Petah Coyne, un’artista di New York quasi settantenne, ma poco conosciuta in Italia, che  con la cera realizza nove bouquet di fiori, appesi in un giardino sospeso. E il duo di Fallen Fruit, formato dagli statunitensi David Allen Burns e Austin Young, che hanno rivestito con stoffe e carta da parati la sala delle Sibille.

Un’esplosione creativa come le colate di pigmento di Ian Davenport sulle scale. Una violenta onda d’urto che invade ogni stanza accessibile, mescolando e garantendo forti salti espressivi fra le opere, dai neon di Alfredo Jaar, visibili anche all’esterno, sino all’immersione totalizzante di Fallen Fruit / David Allen Burns e Austin Young. Una narrazione complessa, soggettiva, obliqua; un’atmosfera inclusiva e partecipativa; una distribuzione di opere e spazi isolati e autonomi in tutti i luoghi disponibili, anche invadendo locali solitamente esclusi dai percorsi.

Autore dell'articolo: Monica Straniero