A Casa Tutti Bene, l’esordio nelle serie TV di Gabriele Muccino

Una famiglia allargata, come tante, con i suoi segreti e le sue fratture all’interno, è il cuore del primo family drama originale Sky, firmato da Gabriele Muccino. “A casa Tutti Bene”, dpo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma, arriva su Sky dal 20 dicembre con otto episodi scritti e diretti dallo stesso Muccino. Prodotta da […]

Una famiglia allargata, come tante, con i suoi segreti e le sue fratture all’interno, è il cuore del primo family drama originale Sky, firmato da Gabriele Muccino. “A casa Tutti Bene”, dpo l’anteprima alla Festa del Cinema di Roma, arriva su Sky dal 20 dicembre con otto episodi scritti e diretti dallo stesso Muccino. Prodotta da Sky e Marco Belardi per Lotus Production – società di Leone Film Group, è il racconto corale di una famiglia che cerca di destreggiarsi tra gli affari, i tradimenti e la verità su una misteriosa notte avvenuta diversi anni prima.

Al centro della storia, due famiglie i Ristuccia, proprietari da 40 anni di uno dei più rinomati locali della Capitale, e i Mariani che reclamano un posto all’interno dell’attività minacciando di far riemergere un terribile segreto dal passato dei Ristuccia che metterà in discussione i vari legami. Il cast è corale, tra nomi noti e giovani talenti. Laura Morante e Francesco Acquaroli nei ruoli di Alba e Pietro Ristuccia, proprietari del ristorante e genitori di Carlo, Sara e Paolo. Francesco Scianna è Carlo che vive con Ginevra, la sua nuova compagna, con cui ha una figlia, Anna (5) e deve gestire le gelosie di lei nei confronti della sua ex moglie Elettra (Euridice Axen) con cui ha un’altra figlia, Luna (17). Silvia D’Amico e Simone Liberati sono Sara e Paolo, con un figlio di 11 anni, Giovanni (Federico Ielapi).

Per il regista la realtà familiare è un microcosmo che racchiude e custodisce valori, legami ed affetti ma nello stesso tempo è anche il luogo nel quale possono nascere, nel tempo, ipocrisia, sfiducia, rancori. Muccino rielabora la storia dell’omonimo film in chiave noir. “Ho voluto  proseguire il viaggio emozionale iniziato con il film e, attraverso gli stessi personaggi, esplorare luoghi più oscuri, tingendoli di un crimine, di un peccato originale che definisce la famiglia e incombe su di essa e tutti i suoi componenti. È in fondo un racconto sulle colpe dei padri che ricadono inevitabilmente sui figli”.

Vivere in famiglia produce un senso di sicurezza e di stabilità ma talvolta genera incomprensioni che condizionano gli individui per il resto della loro esistenza. Le relazioni umane alla base della società si ritrovano tutte quante nelle dinamiche della famiglia. Se la famiglia fosse una bolla di serenità, questa oasi verrebbe replicata nella società intera che ubbidirebbe alle sue stesse dinamiche. Ma non è così. Non è infatti realistico pensare ad una società in cui l’armonia e la pace non vengano interrotte dall’implacabile e inesorabile istinto di sopraffazione degli esseri umani. La serie non fa altro che esplorare ognuno dei 19 personaggi che compongono il mosaico di questa famiglia allargata e muovere un primo tassello che causerà  un effetto domino irreversibile che andrà ad intaccare, a deteriorare, a distruggere un equilibrio precario e di facciata che tutti avevano cercato di mantenere troppo a lungo.

È un po’ l’idea del peccato originale che macchia la storia e il destino dei figli e di quelli che verranno, tutti fondamentalmente schiacciati in una esistenza che sta a tutti troppo stretta. Tutti vorrebbero altro. Tutti sono inquieti e infelici. La felicità è il grande orizzonte esistenziale a cui tutti guardano. Ma il nostro è un affresco composto da anime in tumulto, con momenti di commedia, a volte echeggiando la commedia all’italiana.
A casa tutti bene – La serie ritrae una famiglia di italiani che per le loro sfumature caratteriali, per le loro differenze sostanziali di classi sociali, per le implicazioni emotive e i loro incurabili difetti caratteriali intersecano le loro vite, le loro storie in un’unica tela fatta di tante maglie. Ogni personaggio è un filo che va ad intrecciarsi con altri. La serie è una specie di metafora su quanto sia difficile amare e riconoscersi o meno nella fotografia incorniciata
che ritrae la famiglia felice e sorridente che guarda verso l’obiettivo.

La serie è diretta con sicura competenza, può contare su un andamento fluido e spigliato e su un cast davvero notevole.

Autore dell'articolo: Monica Straniero