Chi è senza peccato, il bel debutto di Robert Connolly

Una storia avvincente ambientata sotto un sole cocente. Un mistero he inizia con un triste ritorno a casa per trasformarsi in un thriller avvincente su famiglia, amici e conseguenze del cambiamento climatico

Chi è senza peccato – The Dry scritto e diretto da Robert Connolly (The Turning) e basato sul pluripremiato bestseller di Jane Harper, esce nelle sale l’11 novembre. Il regista ambienta il suo dramma criminale nella cittadina immaginaria di Kiewarra, dove la fiducia tra i suoi abitanti è scarsa come l’acqua. Un macabro omicidio-suicidio riporta un pezzo grosso di una grande città alle sue radici, dove lo attende il suo travagliato passato. Si tratta dell‘agente federale Aaron Falk , interpretato da Eric Bana, che torna nella sua città natale dopo un’assenza di oltre vent’anni per partecipare al funerale del suo amico d’infanzia, Luke, che secondo quanto riportato avrebbe ucciso sua moglie e suo figlio prima di togliersi la vita – vittima della follia che ha devastato questa comunità dopo più di un decennio di siccità. Quando Falk accetta con riluttanza di rimanere e indagare sul crimine, apre una vecchia ferita: la morte della diciassettenne Ellie Deacon.

La sceneggiatura di Connolly e Harry Cripps è chiaramente più interessata al meschino ma permanente amore e odio che permea ogni piccola città che al crimine al centro della storia. Circa un terzo del film si svolge attraverso flashback nel passato di Aaron e si riallaccia con una ragazza con cui ha avuto una relazione: Gretchen (Genevieve O’Reilly). Attraverso la continua interazione tra  eventi passati e presenti, Aaron inizia a sospettare che i due crimini, separati da decenni, siano collegati. 

Eric Bana, con passo sicuro, crea un protagonista avvincente. La terra arida e gli alberi morti contrastano con  le scene dei flashback dove compare un grande fiume per tuffi giovanili e alberi frondosi sotto i quali godersi l’ombra. In albergo vediamo Aaron provare disappunto davanti ad una doccia dalla quale fuoriescono solo  un paio di gocce d’acqua color ruggine. Le parole cambiamento climatico non vengono pronunciate, ma in tutta la città di Kiewarra prevale uno stato d’animo che non lascia presagire nulla di buono per il futuro.

Autore dell'articolo: Monica Straniero