Isolation, il docufilm collettivo sulla pandemia che ha scosso l’Europa nel 2020

Nelle sale dal è una testimonianza storica collettiva: storie personali mai raccontate che fungono da spunto di riflessione e di ispirazione, da contributo alla battaglia dell’umanità contro l’epidemia e,

Isolation è un docufilm collettivo di cinque grandi autori europei chiamati a raccontare i drammi e le rivoluzioni causate dalla pandemia nei propri paesi, ciascuno da una prospettiva particolare e intima e allo stesso tempo attenta alcontesto sociale in cui prendono vita le singole storie. Presentato all’interno delle Giornate degli Autori ISOLAEDIPO a Venezia, il docufilm ha visto la partecipazione di cinque registi di nazionalità diverse: per l’Italia Michele Placido, per la Germania Julia Von Heinz, per la Svezia Olivier Guerpillon, il regista inglese Michael Winterbottom e il belga Jaco Van Dormael.

Il film, al cinema come evento il 4, 5 e 6 ottobre 2021, è fatto di cinque cortometraggi, della durata di 15 minuti ciascuno, dove i registi raccontano come l’epidemia e le conseguenti misure di contenimento abbiano colpito in termini sociali, psicologici ed economici i cittadini europei.
Isolation è una testimonianza storica collettiva: storie personali mai raccontate che fungono da spunto di riflessione e di ispirazione, da contributo alla battaglia dell’umanità contro l’epidemia e, più in generale, alla difesa della salute pubblica dell’Europa stessa, chiamata oggi più che mai ad una grande sfida unitaria. Parte dei proventi di Isolation saranno devoluti alla Croce Rossa.

Nel suo corto, “La Morte addosso”, Michele Placido trae ispirazione dal personaggio de “L’uomo dal fiore in bocca”, pièce teatrale di Luigi Pirandello. Una mattina esce di casa per vedere cosa trova sulle strade di Roma durante il lockdown. Nel corso della sua passeggiata, filmata con il suo cellulare su un arco di diversi mesi, divaga a più riprese. Visita Firenze e Milano e osserva ciò che accade nel mondo dell’arte; in arti diverse dalla sua, la musica, l’opera, il ballo. Li trova a lottare per resistere, pesantemente colpiti dal virus. Come se l’arte fosse essenziale alla vita come l’aria che respiriamo.

Il giorno precedente all’inizio del lockdown, che ha paralizzato la Germania, muore inaspettatamente il padre
ottantenne di Julia von Heinz. La regista poi scopre che era segretamente omosessuale e che aveva condotto una doppia vita. In “Two Fathers”, si immerge a fondo nella vita del padre e mostra alla nostra generazione cosa
significhi vivere una crisi, quella del Covid, paragonabile alla guerra.

In Liberty, Equality Immunity, Oliver Guerpillon, espone come e perché la Svezia ha scelto un approccio difettoso alla pandemia, il che porta ad una riflessione sui fondamenti etici e morali di una società.

Mourning in the Time of Corona Virus, Jaco Van Dormael  racconta in parallelo il dramma privato di sua moglie Michèle Anne, il cui padre è morto di Coronavirus senza che lei potesse nemmeno vederlo un’ultima volta, e il
dramma collettivo della pandemia entrato nelle case attraverso la televisione.

Michael Winterbottom in Isolation mette a confronto il dramma della reclusione che tutti noi abbiamo vissuto con l’Europa, con il limbo che sono costretti a vivere i richiedenti asilo, e che può durare non settimane ma anni.

Autore dell'articolo: Monica Straniero