A Cannes Bergman Island, l’isola del regista svedese

L'atteso film di Mia Hansen-Løve con Tim Roth, Mia Wasikowska e Vicky Krieps, in corsa per la Palma d'Oro. Protagonista è una coppia di cineasti che decide di passare un'estate sull'isola di Fårö, la prediletta del grande regista svedese Ingmar Bergman.

Una coppia che vive in America, Chris (Vicky Krieps) e Tony (Tim Roth) si ritirano nella mitica isola di Fårö per l’estate. In questo paesaggio selvaggio e mozzafiato  dove Bergman ha girato i suoi film più celebri,  “Come in uno specchio”, “Persona”, “Vergogna”, “Passione” e in parte “Scene da un matrimonio” , e dove ha vissuto per trentacinque anni, sperano di trovare ispirazione per i loro prossimi film.  L’atteso film di Mia Hansen-Løve con Tim Roth, Mia Wasikowska e Vicky Krieps, in corsa per la Palma d’Oro, (in Italia sarà distribuito da Teodora) è delicato, divertente ed  intriso di una malinconia discreta. Un’ode alla libertà di una donna di trarre ispirazione creativa e sostentamento dove preferisce: da un idolo, da un amante, da un luogo, da un ricordo, da una tonificante nuotata nell’acqua fredda, dall’abbraccio di un figlio.

La regista ha raccontato di aver subito sempre un certo fascino per i paesaggi in particolare per quelli svedesi che gli ricordano l’Alta Loira dove ha girato “Addio Primo Amore”. “Hanno in comune una qualità selvaggia, incontaminata, un’atmosfera silenziosa che invita a una sorta di meditazione e che ha lasciato un segno nella mia immaginazione. Un paesaggio può essere per me di grande ispirazione, soprattutto quando sento che è infestato. Questo è quello che è successo con Bergman’s Island . Mi sono sentito attratta da questo luogo fisico, che è anche luogo mentale, interiore, naturale”. 

MIa Hansen-Love ha aggiunto di aver sentito di avere avuto per la prima volta la libertà di muoversi giocosamente tra diverse dimensioni – passato, presente, realtà nella finzione o finzione nella realtà. “Quando hai a che fare con una coppia di registi, ti chiedi: su cosa si basa la loro dinamica solitudine e quanto sul cameratismo? Da dove viene la finzione? Come trova la sua strada? In un copione?  Così la regista ha deciso di  trasferirsi in una delle case di Bergman e sperimentare in qualche modo il film che stava scrivendo. “Ho trovato la struttura che mi permettesse di sovrapporre più livelli narrativi. Perché dal soggetto che Chris sta scrivendo i personaggi prendono vita, diventano storia vissuta e sofferta.  Da ex amanti, tra i due  c’è un ritorno di fiamma, ma non con gli stessi sentimenti per scoprire che in quel posto suggestivo realtà e finzione finiscono spesso per confondersi”.

Autore dell'articolo: Monica Straniero