Listen su MioCinema il film di Ana Rocha de Sousa premiato a Venezia

Una Londra periferica e poco scintillante quella raccontata nel film, in cui una famiglia portoghese si trova in difficoltà economiche talmente gravi da richiamare l’attenzione e suscitare la preoccupazione dei servizi sociali, fino a fargli portare via i tre figli

Il pensiero più spaventoso per un genitore è portargli via i figli. Questa riflessione è il punto di partenza di Listen, il film d’esordio della regista portoghese Ana Rocha de Sousa dove esplora una tema scottante e di attualità. Presentato nella sezione Orizzonti della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, il film ha vinto il Premio speciale della giuria e il Leone del Futuro per la miglior opera prima. Nel 2014 la regista si è imbattuta nella notizia di una famiglia portoghese, residente nel Regno Unito, cui i servizi sociali britannici avevano portato via I figli. La notizia scioccante includeva l’adozione forzata dei loro figli, una politica governativa che permette, in seguito all’intervento del dipartimento dei servizi per l’infanzia delle autorità locali del Regno Unito, di allontanare permanentemente i figli dai propri genitori e di darli in adozione senza il consenso di questi ultimi.

Per un anno, insieme agli sceneggiatoi Paula Vaccaro e Aaron Brookner, sono stati interrogati esperti, istituzioni, ricercatori politici, associazioni e giornalisti. Sono stati consultati ordinanze dei tribunali, archivi dei media, petizioni, casi delle vittime e hanno guardato molte ore di video, tra cui documentari investigativi della BBC Panorama, o i reportage di ITV This Morning.
“Ciò che è abbiamo notato durante la nostra indagine è che, soprattutto nel Regno Unito, i bambini vengono spesso strappati con la forza, contro la loro volontà e quella dei loro genitori, cosa che può accadere fin dalla nascita”, ha rivelato la regista.

Listen, dal 7 maggio sulla piattaforma di Miocinema, è un conto alla rovescia per tutti, specialmente per i genitori. Elegantemente raccontato attraverso gli occhi della sfortunata famiglia – specialmente quelli di Lu, la figlia sorda – il film è semplice nella sua forma estetica ma audace nel suo messaggio. Al centro della trama le mancanze delle istituzioni che si accaniscono contro una classe operaia costretta a difendersi da chi dovrebbe invece sostenerla.

Rocha de Sousa ci mostra astutamente che nulla è ciò che sembra anche se la vita e la cultura ci hanno plasmato per comportarci in un certo modo. Il titolo altamente suggestivo ci invita ad ascoltare, ad aprire la nostra mente e metterci nei panni di qualcun altro senza giudicare.

 

Autore dell'articolo: Paola Medori