Il Mattatoio riapre al pubblico il 9 febbraio con Le Storie della Vera Croce di Luigi Presicce

Un'unica grande opera esposta per la prima volta nella sua totalità. Dieci capitoli, formati da un totale di diciotto performance presentate in forma di video, in cui la pittura diventa il centro nevralgico dell’impianto espositivo.

Il progetto raccoglie un ciclo di dieci episodi, iniziato nel 2012 e intitolato Le Storie della Vera Croce, che compone un’unica grande opera esposta per la prima volta nella sua totalità. Dieci capitoli, formati da un totale di diciotto performance presentate in forma di video, in cui la pittura diventa il centro nevralgico dell’impianto espositivo. Tra questi rientra una nuova produzione dell’artista, realizzata negli scorsi mesi nell’ambito del programma di residenze produttive Prender-si cura in corso al Mattatoio e sostenuta da Azienda Speciale Palaexpo, che si aggiunge ai video delle precedenti performance.
Le Storie della Vera Croce dilaterà la sua articolazione iniziale in un palinsesto composto da sei tableaux vivants intorno a cui un gruppo di artisti sarà invitato a creare delle sedute di pittura dal vivo, dialoghi di approfondimento, una rassegna cinematografica e giornate in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il ciclo Le Storie della Vera Croce prende ispirazione dalle omonime vicende del Sacro Legno tratte da La Legenda Aurea di Jacopo Da Varagine (1228-1298) e dalla Sacra Bibbia. A questi due testi hanno fatto riferimento Agnolo Gaddi (1350-1396) e Piero Della Francesca (1416-1492) nella realizzazione di due dei più significativi cicli pittorici dell’arte italiana del ‘300 e del ‘400, rispettivamente in Santa Croce a Firenze e in San Francesco ad Arezzo.
Luigi Presicce, attraverso dieci tappe, ripercorre e affronta su piani paralleli episodi della storia del Sacro Legno intrecciandoli con avvenimenti e personaggi storici e contemporanei di rilevanza socio-politica, simbologie alchemiche e di natura esoterica. Le guerre e i conflitti originati da motivazioni religiose, politiche, culturali ed economiche che hanno attraversato la storia ritornano così in un presente che non riesce a svincolarsi da queste problematiche ataviche. I tempi incerti che ci sovrastano sono caratterizzati da una quotidianità che viene sistematicamente sommersa da tentativi di destabilizzazione: una ricerca di predominio, controllo e imposizione di determinate ideologie che segna l’urgenza e l’attualità del progetto di Luigi Presicce per gli spazi del Mattatoio.

Seguendo una ricerca legata a media spesso molto differenti tra loro come la pittura e la performance e accostando mitologia, storia, superstizione e religione, il dispositivo di Luigi Presicce alterna la rappresentazione in formato video delle sue performance con una maniacale ricerca sulla pittura. Dallo spegnimento dei video nascono performance, incontri e proiezioni cinematografiche incentrate sulla pittura dal vivo e sui tableaux vivants, attraverso un’eclettica trama di citazioni e rimandi in cui l’artista mescola cultura popolare e culti misterici, folklore e sacralità, storia antica e contemporanea in modo completamente libero e autonomo.
Presicce da una parte dedica una costante attenzione all’uomo e alla sua ricerca verso l’immateriale, dall’altra propone una riflessione sul ruolo che la figura dell’artista assume all’interno di questo percorso. In questo modo, il Padiglione 9B del Mattatoio si trasforma in uno spazio che invita il visitatore a costruire il proprio percorso iniziatico di attenzione alla storia, alla conoscenza e a un retaggio culturale ormai nebuloso, ma imprescindibile nella nostra definizione identitaria, che si staglia e ritorna attraverso una composizione estetica studiata con una minuziosa ossessione.

 

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.