Trieste Film Festival, lungometraggi, documentari e cucina dell’Est Europa

Il Trieste Film Festival vi porta nelle cucine degli chef stellati per sfidarli a preparare dei piatti tipici o con influenze dall’Est Europa.

Sabato 23 gennaio “Un caffè con..” ci porta in 3 gallerie della città: in diretta su MyMoviesFacebook & Youtube dalle gallerie d’arte EContemporary, DoubleRoom e Galleria Regionale d’Arte Contemporanea Luigi Spazzapan, il TSFF vi porta ad esplorare virtualmente le mostre B#Side War con le opere prodotte nell’ambito delle residenze d’artista del B#Side War Festival; Finis Jugoslaviae, reportage fotografico del 1991 di Giovanni Montenero e Behind the appearances di Vera Von Lendorff e Holger Trülzsch.

Alle 13:00 spazio alle eccellenze del territorio con la ricetta stellata di Matteo Metullio e Davide De Pra con In Cucina con il TSFF. Il Trieste Film Festival vi porta nelle cucine degli chef stellati per sfidarli a preparare dei piatti tipici o con influenze dall’Est Europa. Un modo nuovo e originale per promuovere le eccellenze del nostro territorio ma soprattutto per suggerire gustose ricette da preparare prima di immergersi nella visione dei film.

Alle 14:00 nei lungometraggi c’è l’anteprima internazionale di TAKO DA NE OSTANE ŽIVA (Così lei non vive più) di Faruk Lončarević, BIH, 2020, col., 92’ v.o. bosniaca / sott. it. che ci cala in un giorno qualunque nella provincia bosniaca dalla quale Aida cerca di emanciparsi. Dopo la rottura con il fidanzato, il violento Kerim, Aida inizia una relazione con un altro uomo, cercando di liberarsi dal passato. Il film si basa su un evento realmente accaduto, il più efferato caso di omicidio della Bosnia post-bellica. Dalle 16:00 abbiamo invece il Concorso Cortometraggi con 7 titoli:

DAS URTEIL IM FALL K. (La sentenza nel caso K.) di Özgür Anil, A, 2020, col., 30’ v.o. tedesca – turca / sott. it. in anteprima italiana, è il tentativo di una famiglia di tornare alla normalità dopo l’emissione di una sentenza, costretta a fare i conti con le aspettative della comunità turca a cui appartiene.

JSME SI O SMRT BLÍŽ (L’amore è solo una morte lontana) di Bára Anna Stejskalová, CZ, 2020, col., 11’ senza dialoghi anch’esso in anteprima italiana e coprodotto dalla FAMU di Praga, una storia delicata sulla ricerca dell’amore anche in mezzo al degrado più totale.

DELČKI (Pezzi) di Áron Horváth Botka, SLO, 2020, col., 15’ v.o. slovena – ungherese / sott. it. in cui Teo, un ragazzino di 11 anni ha davanti il suo papà con un camion nuovo di zecca e una decisione che cambierà la sua vita per sempre.

VOUTA di Dimitris Zahos, GR, 2020, col., 18’ v.o. greca / sott. it. è anch’esso in anteprima italiana e ci racconta Christos, un adolescente che dovrà imparare ad affrontare i problemi della sua famiglia in modo nuovo. Proprio come fanno i piccioni “vouta” di cui è appassionato.

BEREKETLI BIR GÜN (Una buona giornata) di Mümin Barış, TR, 2020, b-n, 15’ senza dialoghi ci pone senza dialoghi davanti a un archetipo classico: un padre va a pescare con il figlio ma prendono un pesce solo: chi lo mangerà? Un cortometraggio sviluppato nell’ambito di un laboratorio di regia con Béla Tarr.

ILLUSIONE (Illusion) di Lorenzo Quagliozzi, I, 2020, b-n, 15’ senza dialoghi ci narra sogni e speranze di una concertista greca che negli anni Cinquanta incontra a Trieste l’amore della sua vita. Un lavoro semi-sperimentale raccontato attraverso il montaggio di immagini fotografiche.

BUCUREȘTIUL VĂZUT DE SUS (Bucharest vista dall’alto) di Andrei Răuţu, RO, 2020, col., 17’ v.o. rumena / sott. it. in anteprima italiana è un viaggio pieno di rimorsi, dubbi e qualche ombra. La protagonista è Marina Voica, una cantante popolare in Romania.

Alle 18:15 torniamo al Concorso Lungometraggi con SWEAT (Sudore) Magnus von Horn , PL – S, 2020, col., 106’ v.o. polacca / sott. it. in anteprima italiana. Il film è centrato su tre giorni nella vita di Sylwia Zając, una influencer di fitness di Varsavia, diventata una celebrità grazie ad un uso ossessivo dei social media. Quando un post su Instagram nel quale confessa di sentirsi sola diventa virale, uno stalker si presenta fuori dal suo appartamento. Vivido ritratto di una influencer tra esibizionismo e fragilità.

Alle 20:00 ancora un lungo in concorso,  si tratta di OTAC (Padre) di Srdan Golubović, SRB – F – D – HR – SLO – BIH, 2020, col., 120’ v.o. serba / sott. it. in anteprima italiana, delicata storia di paternità negata. A Nikola vengono portati via i propri figli dopo che i servizi sociali hanno deciso che era troppo povero per offrire loro un ambiente dignitoso dove vivere. Si avvia così a piedi dal suo villaggio per sporgere denuncia a Belgrado. Una storia commovente sulla disuguaglianza e sulla corruzione raccontata da uno dei registi serbi più interessanti della sua generazione.

Alle 22:15 il Concorso Documentari  chiude la giornata e presenta in anteprima internazionale BLOCUS (Blocco) di Hakob Melkonyan, AM – F, 2020, col., 85’ v.o. armena / sott. it.

Siamo nell’enclave armena del Nagorno Karabakh dove da trent’anni gli abitanti di Chinari cercano di sopravvivere alla guerra tra azeri e armeni e alle difficili condizioni imposte dal blocco militare. Un ritratto ravvicinato della vita quotidiana in una terra senza pace.

Ricordiamo inoltre che tutti i film rimangono disponibili online per 72 ore dalla prima messa in onda e che per tutta la durata del Festival si possono guardare dei contenuti extra come il mini-doc “Sì, Viaggiare” a cura di Casa del Cinema Trieste per il progetto Esterno/Giorno e “In Cucina con il TSFF”.

Autore dell'articolo: Monica Straniero