Venezia77: Le Sorelle Macaluso di Emma Dante

Le sorelle Macaluso è un film sul tempo. Sulla memoria. Sulle cose che durano. Sulle persone che restano anche dopo la morte. È un film sulla vecchiaia come traguardo incredibile della vita

Sette anni dalla partecipazione al festival con Via Castellana Bandiera che portò la protagonista Elena Cotta a vincere la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Emma Dante, porta in concorso alla 77esima edizione del Festival di Venezia, Le Sorelle Macaluso, basato sulla sua acclamata e omonima opera teatrale.

Le protagoniste di questa storia sono cinque sorelle, di età compresa tra i nove e i diciotto anni. Katia, Lia, Pinuccia, Maria e Antonella vivono all’ultimo piano di un condominio alla periferia di Palermo. Allevano colombe e le “affittano” agli organizzatori di matrimoni sapendo che gli uccelli ritrovano sempre la strada di casa. 

Il film è diviso in tre capitoli, ognuno dei quali corrisponde a un’età delle protagoniste: l’infanzia, l’età adulta, la vecchiaia. Il clima euforico dell’incipit coinvolge le sorelle ancora bambine o adolescenti in una gita al mare . La loro frenetica allegria precipita quando la sorella più piccola rimane vittima di un incidente.Nel capitolo successivo, Antonella continua ad abitare la casa ma mentre le altre sono cresciute lei è rimasta identica all’inizio. Nel secondo capitolo tocca a Maria morire, da adulta e nel terzo capitolo, quando ormai le tre sorelle sopravvissute sono anziane,
Antonella e Maria permangono immutate. Tre momenti che la Dante sceglie di mostraci sono tutti associati ad un momento di dolore, ad una perdita. 

L’adattamento cinematografico di Dante, Elena Stancanelli e Giorgio Vasta è costellato di momenti belli ed energici, oltre che di momenti profondamente oscuri e tristi . Un arazzo di legami familiari e crepe che ha anche molto da dire sull’ambientazione del film, la fitta e opprimente Palermo urbana.

La casa come luogo del ritorno è un personaggio cinematografico a sé stante. Si trasforma come il corpo umano. Ha emozioni. Invecchia. E porta cicatrici. E tra le ampie e lunghe stanze che prende forma un mondo femminile e matriarcale dove le donne reggono le sorti della famiglia e non c’è spazio per gli uomini.

Il film, in sala con Teodora dal 9 settembre,  ci mostra come vanno a finire le vite di queste quattro sorelle sopravvissute, che diventano tre e, successivamente, due, circondate dai ricordi di chi non è più con loro. È esemplare in questo senso il finale del film, quando la macchina da presa consegna allo spettatore l’immagine della casa scarnificata e scorticata dal  prelevamento degli oggetti che diventano il simbolo di un’esistenza effimera.

Franco Battiato, Geraldina Trovato Gianna Nannini fanno parte della colonna sonora che misurano una coralità di «sette labili entità» fatte di ansie, sogni, delusioni.  Le famiglie finiscono. Le vite finiscono. Niente dura per sempre se non la forza vitale della memoria.

Autore dell'articolo: Monica Straniero