Tyler Rake, il cinema action su Netflix ha il suo eroe

Tyler Rake (Chris Hemsworth), un mercenario che opera nel mercato nero, affronta la missione più pericolosa della sua vita

La prima cosa da sapere su “Tyker Rake”, un nuovo film Netflix scritto da Joe e Anthony Russo, i registi visionari di Avengers: Endgame, riguarda il protagonista, un personaggio apparentemente indistruttibile. La seconda cosa è che, nelle prime scene del film, mentre si fa strada attraverso un gruppo di 20 soldati, usa un rastrello come arma per uccidere due persone. Un film prevedibile ma il fatto che lo sia non ha alcuna importanza. Tyler Rake è un film di attori, anzi di attore:Chris Hemsworth.

Rake è un mercenario australiano incaricato di recuperare il figlio di uno spacciatore del Bangladesh che è stato rapito da un rivale. Incontriamo il ragazzo, Ovi, un quindicenne di buon carattere, e il signore della droga che ordina il suo rapimento, un cattivo da cartone animato che controlla un esercito tra cui ci sono anche bambini soldato. Quando i bambini si comportano male, chiede loro di tagliarsi le dita o, peggio ancora, li usa come esche per poi gettarli giù dai tetti.

Tyler, al contrario, è un bravo ragazzo ma da brevi flashback dove vediamo occhi sfocati di un bambino, intuiamo che il suo passato è segnato da una serie di tragedie. Salvare Ovi diventa ben presto una questione personale. Niente di nuovo, se non fosse per la bellezza e la perfezione delle scene d’azione, una di queste dura addirittura 11 minuti.

Il film, in streaming dal 24 aptile, è diretto da Sam Hargrave, un regista che sa il fatto suo come ex coordinatore degli stuntman che ha lavorato sia con Russos che Hemsworth per la serie di Avengers. I combattimenti sono la parte migliore del film, una danza aggressiva e sanguinosa che ricorda le acrobazie moderne e surreali di Missione Impossible 6 e della serie John Wick.

Non manca infine il sottotesto emotivo. Quando Rake è costretto a combattere contro un esercito di bambini soldato, sceglie di risparmiare la vita ai suoi giovani nemici che vorrebbero ucciderlo. Morale è che i bambini sono vittime civili nella guerra alla droga e dovrebbero essere protetti a tutti i costi.

 

Autore dell'articolo: Elena Giunti