Bandiere per i diritti dei bambini nella città del Tricolore

In occasione del 30° anniversario della Convenzione Onu su infanzia e adolescenza, una mostra a cielo aperto con grandi disegni di bambini e ragazzi di tutto il mondo. Lungo le strade di Reggio Emilia, dove è nata la bandiera nazionale, "Flags4Rights" invoca pace, libertà e felicità per i più piccoli: un nucleo centrale è stato realizzato nei campi profughi

Bandiere per i diritti dei bambini, nate da disegni raccolti in tutto il mondo, sono esposte nelle vie della città del Tricolore, Reggio Emilia. L’iniziativa, “Flags4Rights, 100 bandiere per i diritti”, è nata in occasione del 30° anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Di questi bambini e ragazzi poco sappiamo, ma molto intuiamo dai loro tratti e dai colori utilizzati nei disegni, riprodotti su rettangoli di vari metri di larghezza e appesi in centro storico. Dai campi rifugiati una ragazza afgana di 14 anni ha tratteggiato un aeroplano e scritto “voglio andare in Germania, se possibile”, mentre un bambino ceceno di 7 anni dipinge cerchi neri. Di Sugarmaa, 8 anni di Ulaanbataar, vediamo una bella ghèr, la sua casa, con un mondo colorato e felice intorno. Israa, 9 anni, Marocco, immagina un girotondo dei bambini di tutto il mondo, mentre una bambina siriana di 8 anni rappresenta se stessa in un mare di lacrime.

 

Il disegno di un bambino ceceno di 7 anni in un campo profughi (c) Foto Ums

Non disegni “sui” diritti, ma “dai” diritti, negati, vissuti, perduti, sognati, si legge nella presentazione della mostra a cielo aperto, promossa da Comune di Reggio Emilia, Dipartimento di educazione e scienze umane dell’Università di Modena-Reggio e Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi, insieme all’associazione no profit attiva nei campi profughi YTT-Yesterday-Today-Tomorrow.

Oltre ad essere patria del Tricolore, Reggio Emilia si distingue per una lunga storia di impegni per i diritti e in particolare per una educazione di qualità nei nidi e nelle scuole dell’infanzia nota  in tutto il mondo come Reggio Approach.

L’idea della mostra a cielo aperto sui diritti dell’infanzia è stata di Alberto Melloni, Direttore del Dipartimento di educazione e scienze umane dell’università, ed è stata abbracciata dal Sindaco Luca Vecchi e da Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children, che si occupa di progetti di ricerca e solidarietà attraverso l’educazione.

“Diritto alla gioia” è il titolo dell’opera di bambini di 9-10 anni (c) Foto Ums

La mostra nasce attorno al nucleo di opere, spesso drammatiche, prodotte nei campi rifugiati e raccolte dall’associazione YTT Yesterday-Today-Tomorrow, presieduta dall’artista Bryan Mc Cormack, che attraverso “l’educazione ai diritti umani e alle crisi climatiche cerca di produrre un impatto concreto in prima linea”. Sostanzialmente chiede ai rifugiati, bambini in questo caso, di esprimersi attraverso disegni. “Io non posso dare loro passaporti, cibo, medicine, denaro, ma posso dare loro speranza. – ha detto in un TedX – Se esponiamo le loro opere, se le posto sui social, e loro vedono le reazioni, questo dà loro speranza. Non si vive senza speranza”.

 

Bandiere e luminarie in via Emilia (c) Foto Ums

Attorno a questo nucleo sono stati aggregati altri dipinti e disegni realizzati in una ventina di Paesi, Algeria, Bosnia, Cambogia, Colombia, Cina, Egitto, Etiopia, Grecia, Iran, Iraq, Israele, Kenya, Mongolia, Nigeria, Nuova Zelanda, Russia, Salvador, Siria, Sud Africa, Svezia, Usa e Italia. E’ stato trasformato in una bandiera anche lo striscione di Greta Thunberg del 20 agosto 2018 con la scritta “Skolstrejk för klimatet” e sono presenti opere realizzate da bambine bambini e giovani della città, insieme alle istituzioni scolastiche.

Il percorso si snoda nella città, alternandosi in questo periodo alle luminarie, e risulta un colorato alzar la voce da parte dei bambini di tutto il mondo, non ancora abbastanza ascoltati, rispettati, riconosciuti. Invocano pace, libertà, felicità.

Howard Gardner era presente quando la mostra è stata inaugurata. Ha ricordato Reggio Emilia “come una città pioniera, che già cinquant’anni fa ha capito il potenziale e le capacità che l’infanzia, e quindi i bambini e i giovani, potessero avere”.  “I diritti dei bambini – ha detto – sono una responsabilità morale di tutti, in tutto il mondo”. 

La mostra continuerà fino a marzo e può essere seguita sui social con gli hashtag #Flags4Rights #F4R e il profilo Instagram @flags4rights.

Un altro disegno dai campi profughi, ad opera di un ragazzo siriano (c) Foto Ums

E’ stata patrocinata da Commissione Europea, Intercultural Cities del Consiglio d’Europa, Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Regione Emilia-Romagna, UNICEF, The LEGO Foundation, impresa sociale Con I Bambini, CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Slow Food, Save the Children, Accademia Nazionale dei Lincei, FSCIRE – Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, USR Emilia- Romagna, Common Ground e Diversity in Organizations, Communities & Nations, Padiglione Italia EXPO 2020 Dubai, Peace Generation, Sol Azul.  Come sponsor Iren, Premio Elettra Reverberi Rocchi, Bper Banca.

Fotoservizio © Ums

Autore dell'articolo: Redazione