La cultura via web al PA social Day

In diciotto città in contemporanea il 18 giugno l’evento nazionale dedicato alla nuova comunicazione e all’utilizzo di web, social, chat, IA

Musei, beni culturali, archeologici e turismo che danno informazioni e servizi via social e web? Otto italiani su dieci se lo aspettano. La sempre crescente importanza della comunicazione digitale e social nella vita degli italiani è oggetto di una ricerca dell’Istituto Piepoli che verrà presentata il 18 giugno, alla seconda edizione nazionale del PA Social Day, che vedrà 18 città impegnate in contemporanea sui temi della nuova comunicazione. “E sarà sempre più la messaggistica istantanea a mettere in contatto la pubblica amministrazione e il cittadino” prevede Francesco Di Costanzo presidente dell’associazione PA Social che ha promosso l’iniziativa e che unisce in tutt’Italia giornalisti, comunicatori, social media manager, ricercatori attorno al tema della comunicazione web e social.

L’evento, sostenuto da diversi partner e che sarà  trasmesso con 18 dirette su un’unica piattaforma, è stato presentato in conferenza stampa questa mattina nella sede di Ottimisti e Razionali a Roma da Di Costanzo e Livio Gigliuto, Direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale e Vice Presidente Istituto Piepoli.

“Il PA Social Day – spiega Di Costanzo – sarà una grande occasione di confronto, partecipazione, scambio di buone pratiche. L’Italia è un modello per enti e aziende pubbliche che utilizzano web, social network, chat, intelligenza artificiale per la comunicazione, l’informazione e i servizi al cittadino. Infatti il prossimo 20 giugno saremo a Tunisi su invito Ocse, che considera il nostro Paese con PA Social un modello da seguire a livello internazionale”.
“I social network stanno diventando il medium principale attraverso il quale gli italiani vogliono essere informati dal settore pubblico – afferma Livio Gigliuto, direttore dell’Osservatorio nazionale sulla Comunicazione Digitale e vice presidente Istituto Piepoli – Lo confermano 8 italiani su 10, in modo trasversale tra le diverse fasce d’età e le diverse aree del Paese. Tra gli italiani cresce la voglia di una PA finalmente social, come sono social tutte le aziende con cui i cittadini si interfacciano ogni giorno”. Solo l’anno scorso erano 6 gli italiani su 10 a mostrare questo interesse, la crescita è verticale.

Ogni città affronterà un tema differente. Di cultura e turismo si parlerà nella specifico a  Firenze, Musei e Cultura, a Trento, Comunicazione e valorizzazione dei Beni Culturali per l’Industria del Turismo, a Grado, Friuli Venezia Giulia, Turismo. Inoltre: Ancona, Fake news; Bagheria, Sicilia, Comunicare Trasparenza e Legalità; Bologna, Comunicare l’educazione con il digitale; Campobasso, Big data e Open data; Milano, Informare e comunicare, contenuti e strumenti per i piani editoriali della PA; Napoli, Ambiente, Sanità, Qualità della vita; Padova, Mobilità e Sviluppo Sostenibile; Perugia, Semplificazione; Pescara, Fondi europei; Reggio Calabria, Strumenti di Partecipazione e Innovazione per la Valorizzazione del Patrimonio archeologico e culturale; Roma, Comunicazione pubblica e networking, comunicare l’innovazione sul territorio; Sassari, Nuove professioni e organizzazione di comunicazione e informazione; Taranto, per Puglia e Basilicata, Comunicare sviluppo e comportamenti sostenibili; Torino, Digital education e digital community nella PA; Vado Ligure, Liguria, Comunicazione in Emergenza.

Il PA Social Day è realizzato anche grazie ai partner InfoCamere, L’Eco della Stampa, Digital4Democracy e ai media partner Agi, iPress, cittadiniditwitter.it e Ilgiornaledellaprotezionecivile.it.

Gli eventi saranno visibili in diretta live sulla pagina dedicata su www.pasocial.info, alimentata dalla piattaforma IPress, e su tutti i social con l’hashtag #pasocial nella mattina del 18 giugno, dalle 9.30 alle 13.30.

Tutte le informazioni sono disponibili in continuo aggiornamento su www.pasocial.info e su tutti i canali social e chat dell’Associazione PA Social.

In copertina foto di Francesco Pierantoni

Autore dell'articolo: Luisa Gabbi