Gli organi da asporto di Sabino de Nichilo

La personale dell'artista delle "viscere" in mostra dal 12 aprile nello spazio polifunzionale L29 in via Labicana.

Caratterizzate da una volumetria morbida e da colori brillanti di gusto pop, le sculture di Sabino de Nichilo sono le protagoniste della mostra intitolata “Organi da asporto”, la prima personale dell’artista a Roma, che viene accompagnata da un catalogo con un testo critico di Lorenzo Madaro. La mostra si inaugura giovedì 11 aprile alle ore 18:30 presso L29 art studio, lo spazio espositivo sito in via Labicana 29 e collegato agli studi delle artiste Flavia Bigi, Francesca Romana Pinzari e Gaia Scaramella, e si può visitare su appuntamento fino all’11 maggio.

Sabino de Nichilo Organo da asporto 2019 ph Sebastiano Luciano

Le sculture di Sabino de Nichilo evocano strutture organiche e possono facilmente ricordare a chi le osserva stomaci, fegati e cuori, ma non rispondono ai canoni di un’anatomia ortodossa. “Organi da asporto”, “Carne frolla” e “Anus” – questi i nomi di alcune serie di opere esposte – sembrano ribellarsi al corpo che li potrebbe contenere e crescono liberamente, a loro piacimento, assecondando un impulso vitale alieno, inconsulto, barbaro. Con il suo sventramento incruento, Sabino de Nichilo rende nobili gli scarti e le frattaglie e si adopera affinché i processi digestivi ai quali allude evochino la società dei consumi nelle forme di una vanitas contemporanea, mescolando con sapienza ironia e retaggi alchemici.

“Sono organi, certo. Ma sono anche piccole architetture in cui ritrovare ulteriori suggestioni”, annota Lorenzo Madaro nel catalogo della mostra. “Si compongono nello spazio, spesso a stretto contatto una con l’altra, per formare brandelli di altri possibili corpi. Sono gialle, spesso appariscenti nei verdi, blu, rosse carminio, arancio; talora hanno profili dorati, che conferiscono un’aurea ancor più sospesa nel tempo e nello spazio (l’archeologia dell’effimero); spesso vivono di equilibri e squilibri formali, alcune volte sono corpi autoportanti, altre vivono in una dimensione distesa, necessariamente in relazione con un supporto. Spesso generano (o sono generati) da orifizi smaltati con altri colori, in un contrapporsi costante di complementarietà. Sono le sculture di Sabino de Nichilo, reliquie di mondi distrutti che egli costantemente aggrega, come corpi sfatti o palpitanti. E ogni volta – come questa volta – è una nuova occasione per verificarne le consistenze, nella pelle materica di una ceramica che contribuisce alla stessa genesi di questi lavori”.

Sabino de Nichilo Organo da asporto 2019 ph Sebastiano Luciano

Sabino de Nichilo è nato a Molfetta (Bari) nel 1972 e vive a Roma. Inizia il suo percorso espositivo nel 2009 presentando un’installazione nella mostra collettiva “Altrove” negli spazi del centro culturale Rialtosantambrogio di Roma. Attivo per lungo tempo nella scena musicale notturna come dj e nel campo delle arti come curatore di mostre e organizzatore di eventi (è tra i fondatori del progetto curatoriale Casa Vuota), si avvicina alla pratica della scultura sotto la guida di Riccardo Monachesi. “Viscere” è il titolo della sua personale ospitata nel 2018 nelle sale del Museo Archeologico Fondazione “De Palo-Ungaro” di Bitonto (Bari), a cura di Bianca Sorrentino. Tra le collettive più recenti a cui è stato invitato si segnalano nel 2018 le mostre “Domestica” nel sito archeologico delle Case Romane del Celio di Roma, “Crete” al MAAAC Museo Archeologico Arte Contemporanea di Cisternino (Brindisi) e “Trèsors d’un monastére” organizzata da Yannick Guerniou-Laviolette nel Convento dei Domenicani di Muro Leccese (Lecce) e nel 2017 “In Crypta” nel Convento dei Cappuccini di Grottaglie (Taranto). Nel 2018 ha inoltre esposto i suoi lavori alla fiera “Roma d’Arte Expo” nell’ambito del progetto “BACC – Biennale Arte Ceramica Contemporanea”.

Autore dell'articolo: Monica Straniero