Cocaine, la storia del più giovane informatore dell’Fbi

Detroit, 1984. È da qui che partiamo con Cocaine – la vera storia di White Boy Rick, il film di Yann Demange con Matthew McConaughey, Bruce Dern e Richie Merritt, nelle sale dal 7 marzo

Il luogo: Detroit, Michigan. Per quanto riguarda gli scenari cinematografici, è il sogno di ogni regista. Il cinema ha infatti contribuito ad amplificare l’immagine negativa di una città da cui stare alla larga. E’ facile pensare a bande di criminali che scorrazzano per la città, ai quartieri off limits per chiunque, compresa la polizia.  ma allora perché così tante persone hanno scelto di rimanere e guadagnarsi da vivere nella capitale del Michigan?  Questo è il grande dilemma che affronta il regista nel film White Boy Rick che racconta il percorso criminale di un giovane spacciatore Richie Merritt, conosciuto al secolo come Richard Wershe Jr, che diventa poi il più giovane informatore segreto dell’FBI a a soli 14 anni.

Per conto dell’FBI, si costruisce un personaggio credibile e inizia a spacciare droga con lo scopo di conoscere le persone coinvolte nel giro da consegnare ai federali: spacciatori, agenti corrotti e quant’altro. Nel giro, è uno dei pochi di etnia caucasica: è a questo si deve il suo soprannome, quello che diventerà una sorta di nome d’arte nella criminalità prevalentemente afro-americana.

White Boy Rick, dal 7 marzo al cinema, non ha una vita facile: vive in un umile quartiere di Detroit nel decennio più violento per lo spaccio di droga, insieme alla sorella tossicodipendente e al padre (interpretato da Matthew McConaughey), che sogna di aprire un negozio di film ma che, in assenza della liquidità necessaria per avviare l’attività, si guadagna da vivere vendendo armi ai limiti della legalità. Il giovane quattordicenne, infatti, cederà ai ricatti dei federali accettando di diventare un loro informatore proprio per salvaguardare il padre.
Nonostante le gravi difficoltà economiche e il suo mestiere borderline, il capo famiglia si oppone ferocemente a tutto ciò che riguarda la droga. Rick, invece, riuscirà a diventare uno spacciatore di rilievo e ad allargare le prospettive di una famiglia quasi disperata, al punto che gli stessi federali – che un tempo erano stati suoi alleati – decideranno di fermare bruscamente la sua ascesa nel mondo del narcotraffico e a White Boy Rick verrà sentenziato l’ergastolo.

La vera storia di White Boy Rick è una storia cruda, a tratti drammatica e ricca di alti e bassi, di tradimenti, di speranze, ma è una storia che fa certamente riflettere. È prima di tutto la storia di una famiglia ed un ritratto realistico degli anni ottanta americani, nel pieno della lotta contro o per la droga, dove non esistono eroi, dove è così chiaro chi sia il buono e chi il cattivo. La vera storia del più giovane informatore dell’FBI di tutti i tempi è una favola incredibile e, se fosse stata esplorata a fondo, questo film sarebbe di diritto sul podio dei migliori film, insieme a “American Made” e “American Hustle”, che hanno come protagonisti criminali, mafiosi o semplicemente banditi che hanno tristemente popolato le pagine di giornale dedicate alla cronaca nera.

 

 

Autore dell'articolo: Floriana Lovino