Un valzer tra gli scaffali, una storia d’amore anticonvenzionale

Il film disegna le vite monotone e malinconiche dei lavoratori, distanti dalla palpitazione di una Germania, un tempo sovietica, disillusa dopo le speranze della riunificazione.

Una delicata e romantica storia d’amore che si snoda tra le corsie e gli scaffali di un supermercato nella periferia di una cittadina della Germania Est. E’ questa, in sintesi, la trama de Un Valzer tra gli Scaffali.

Il Valzer distribuito in Italia dal 14 febbraio da Satine film che, ancora una volta, dopo i recenti successi di Wajib – Invito al matrimonio e A Quiet Passion, porta nel nostro paese una pellicola che ha colpito il cuore del pubblico e della critica internazionale.Al cinema dal 14 febbraio è decisamente un film per celebrare S. Valentino in modo molto dolce.

Da questo film in poi sono certa che nessuno di noi guarderà più ai supermercati come prima. Impariamo a considerarli, soprattutto per chi ci lavora, come una grande famiglia, un microcosmo dove si incrociano storie di solitudini e malinconie, amori non vissuti, emozioni, amicizie e complicità.

Christian (Franz Rogowski), un nuovo scaffalista notturno, è un giovane timido e riservato, di pochissime parole ma dal passato pesante. Di sicuro uno che cerca il riscatto da una vita disordinata e precaria e che si impegna al massimo nel suo nuovo lavoro. Bruno è il suo referente alle Bevande, un po’ burbero inizialmente, ma dal cuore d’oro. Rudi, il reponsabile che mette Bach prima del turno notturno e che saluta tutti con un grazie e una stretta di mano e poi c’è lei, Marion (Sandra Huller), ai Dolciumi.

Sfuggente, misteriosa, ma affascinata dalla gentilezza spontanea di Christian che tra un caffè e l’altro fa breccia nel suo cuore. Ma. E’ sposata e forse con un uomo che la maltratta. Non può lasciarsi andare anche se qualche momento di tenerezza sarebbe forse il preludio a qualcosa di più che invece viene stroncato sul nascere.

Senza rivelare troppo del toccante finale, la trama si snoda rivelando le debolezze e i traumi di ognuno dei protagonisti, senza mai perdere di vista quel messaggio che sta a cuore al regista, ovvero che la vita è un miracolo e che ogni piccolo gesto, ogni piccola azione rivela la magia insita nella quotidianità.

Tanto che se ascolti bene, puoi sentire il rumore del mare mentre il montacarichi di un muletto scende piano piano verso il basso.

“Un valzer tra gli scaffali” ha già vinto parecchi premi, Rogowski quello come miglior attore del cinema tedesco, e il film ha vinto a Berlino 68 il Premio della Giuria Ecumenica e quello delle Giurie Inndipendenti, e a Napoli il Vesuvio Award come miglior film.

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.