L’agenzia dei bugiardi di Volfango De Biasi

Una commedia che gioca e ironizza sulle bugie: un tabù che il cinema fa cadere con leggerezza. Le bugie che riflettono le debolezze, a volte seducenti, a cui tutti prima o poi abbiamo ceduto

“Meglio una bella bugia che una brutta verità”: questo il motto di una diabolica agenzia creata da tre “cervelli” per fornire alibi, ‘a prova di bomba’ e nei modi più disparati, ai propri clienti e coprire così “marachelle”, tradimenti e ‘vizi particolari’ che potrebbero distruggere legami e carriere di personaggi famosi. Un’agenzia sui generis, anche nel modo decisamente non tradizionale di assunzione del personale.

Remake di “Alibi.com”, commedia francese del 2017, di gran successo e diretta da Philippe Lacheau, “L’agenzia dei bugiardi“, da oggi al cinema, settimo lungometraggi di Volfango De Biasi (già campione di incassi con “Natale con il boss” e “Nessuno come noi“), è un piacevole mixer di pochade francese, umorismo britannico e farsa all’italiana, politicamente scorretta (volutamente) e con qualche momento surreale, un po’ cartoon, che ben riescono a De Biasi quando si tratta di fare comicità allo stato puro.

Un film che sa unire a battute strepitose (tipo l’impostazione del telefono per evitare telefonate in momenti inappropriati) a situazioni piene di divertenti equivoci. Film con molto ritmo comico e di azione, ma che nel finale sembra però perdere un pochino di verve quando si dilunga un po’ troppo nel ‘trovare un posto finale’ nella sceneggiatura a due dei tre “cervelli”.

Vuoi tradire e stare tranquillo? Niente di più facile, basta affidarsi all’agenzia creata dal seducente Fred (Giampaolo Morelli) per il quale vige la regola ” mai oltre tun mese con una donna altrimenti finisce la fase della gioia”; dal giovane nerd di tecnologia Diego (Herbert Ballerina) e dall’apprendista narcolettico Paolo (Paolo Ruffini). L’incontro fortuito di Fred con la bella Clio (Alessandra Mastronardi), di cui si innamora a prima vista, potrebbe essere l’anticamera del disastro: non perché Clio sia una paladina della sincerità a tutti i costi, ma perché, all’insaputa di Fred, è la figlia di una suo cliente, Alberto (Massimo Ghini), che ha chiesto “copertura” per potersi godere un’avventura extraconiugale con la giovane amante Cinzia (Diana Del Bufalo): scappatella, però, da consumarsi per forza proprio il giorno lui e la moglie (la sempre brava Carla Signoris) compiono trent’anni di matrimonio. Le cose peggiorano ulteriormente quando Irene e Clio arrivano nello stesso hotel dove Alberto e Cinzia si stanno godendo la loro scappatella. I tre bugiardi di professione  sono quindi costretti a mettere in piedi un alibi geniale che salvi loro la faccia, il matrimonio di Alberto e la storia d’amore tra Fred e Clio.

Far ridere è sempre un compito arduo, ma “L’agenzia dei bugiardi” complessivamente ci riesce bene. Una bugia confezionata ad arte può salvare la giornata, ma resta sempre una bugia.   

Autore dell'articolo: Giuseppe Sacchi