Bjork e il suo giardino dell’Eden

Lunedì 30 luglio alle 21, nella splendida cornice delle antiche Terme di Caracalla torna Björk, dopo l'annullamento causa maltempo della precedente data

Grazie al Just Music Festival, torna nella capitale l’islandese Björk Guðmundsdóttir. Artista eclettica per eccellenza, nel campo musicale ma anche per i tanti percorsi intrapresi, ha esordito appena undicenne nel lontano 1977. Sempre fedele a un’idea di ricerca estremamente personale, non ha mai reciso il legame con la propria terra d’origine diventando l’icona più nota del suo paese, al punto che il premier David Oddsson si è spinto a sostenere che “Björk ha fatto molto più della maggior parte dei suoi connazionali per rendere famosa l’Islanda“.

Fin dagli inizi Björk ha coniato uno stile immediatamente riconoscibile, coniugando generi tra loro diversi come la musica elettronica, il rock, il jazz e la musica classica, mescolando in maniera mirabile pop e avanguardia. La sua immagine continuamente mutevole si è espressa non solo in dischi ormai classici ma anche in videoclip discussi e originali, oltre che in affascinanti live dal forte impatto sensoriale. Ogni suo concerto è infatti un’esperienza che va oltre la pura esibizione dal vivo, e in questo senso un luogo magico come le Terme di Caracalla rappresenta la cornice ideale per una personalità tanto carismatica e sempre pronta a sperimentare. La data del 30 luglio è inoltre l’occasione per riprendere il discorso inaugurato nel 2001, quando l’artista si esibì proprio al Teatro dell’Opera di Roma in un concerto rimasto indelebile nella memoria del pubblico.

L’artista presenta il suo nono album “Utopia”, uscito l’anno scorso per One Little Indian: un disco ricco di messaggi positivi e che guarda sorridente al futuro, dove l’arpa si fonde all’elettronica e al linguaggio della natura più ancestrale. In “Utopia” si rinnova la collaborazione con il musicista venezuelano Arca, che contribuisce a costruire un universo sonoro intenso ma giocoso, complesso, ma leggero, alieno e sperimentale come solo i mondi di Björk sanno essere.

Nel 2010 l’artista ha ricevuto il Polar Music Prize dall’Accademia Reale di Musica Svedese. Nell’occasione la giuria sottolineò come “per la sua musica e i suoi testi profondamente personali, i suoi precisi arrangiamenti e la sua voce unica Björk ha lasciato un segno indelebile nella musica pop e nella cultura moderna in generale e ha introdotto nella musica popolare un temperamento artico, mostrando come esso possa essere ricco di passione ed esplosivo”.

Autore dell'articolo: Monica Straniero