Etica verde o greenwashing?

Se la green economy è il nuovo paradigma produttivo coerente con gli equilibri climatici, non sono poche le aziende che usano slogan rassicuranti della retorica verde a beneficio della propria immagine ma con scarsi impatti sull'ambiente
L’auto di Diabolik, la mitica Jaguar E-Type che Enzo Ferrari definì la più bella del mondo, oggi esiste anche con motore elettrico. E la casa automobilistica britannica promette che dal 2020 – tra meno di tre anni – offrirà una versione elettrica per ogni modello prodotto.
L’auto elettrica potrebbe avere un ruolo decisivo per passare dall’attuale modello di economia lineare basato principalmente sulla produzione di scarti, a quello circolare che vede nel riciclo e nel riuso i veri protagonisti. Se una volta, non molti anni fa, green economy ed economia circolare potevano essere percepite come scelte per anime belle, oggi – complice anche la crisi contro la quale si sono dimostrati efficaci anticorpi – sono. una delle principali armi contro i mutamenti climatici, i cui gravi effetti appaiono sempre più evidenti.
Una strada verso un nuovo paradgima produttivo tutta in salita che vede la Cina muoversi in gran velocità. Secondo la Ong Transport & Environmenta, le case automobilistiche  hanno investito in Cina 21,7 miliardi di euro per la produzione di veicoli elettrici e solo 3,2 miliardi in Europa.
E in Italia? L’ottavo rapporto di GreenItaly 2017, elaborato con i dati di Fondazione SymbolaUnioncamere e le stime di Si.Camera rivela che le aziende italiane si stanno trasformando in “aziende green economy. Sono addirittura 355 mila le imprese italiane dell’industria e dei servizi con dipendenti che hanno investito nel periodo 2011-2016 in prodotti etecnologie green. In pratica più di una su quattro, il 27,1% dell’intera imprenditoria extra-agricola con dipendenti. 
Eppure sono ancora molte le aziende che utilizzano i prefissi eco, bio, green per rivestirsi di un abito eco-friendly.  L’uso cinico dei temi ambientali da parte dell’industria per farci credere che comprando un prodotto,  invece di un altro possiamo salvare o distruggere il Pianeta, è un fenomeno inquietante, che va sotto il nome del neologismo “greenwashing”.
Per dirla in breve, siamo certi che comprare la nuova Tesla a energia elettrica sia sufficiente per stare in pace con la coscienza e per non porci una domanda fondamentale: quanti sono i territori destinati ad essere devastati per poter estrarre il carbone necessario alla produzione di energia per alimentare le auto elettriche?

 

 

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero