Il Mundial di Spagna 82 rivive nel film “Il viaggio degli eroi”

A 40 anni di distanza il film fa rivivere al cinema il mito degli azzurri di Bearzot, capaci di vincere un mondiale impossibile

Sono passati quant’anni dal 1982. E, per tutti quelli che sono nati prima del 1975, è impossibile non associare la data ad un episodio particolare, ossia la vittoria dell’Italia al Mondiale di calcio.

Una vittoria incredibile e maturata in modo rocambolesco, dopo aver rischiato di uscire dalla fase a gironi passata solamente per differenza reti e soli 3 miseri pareggi ottenuti.

Eppure, da una scalcinata truppa a cui non credeva nessuno e che già era arrivata in Spagna tra le polemiche (la mancata convocazione di Pruzzo, capocannoniere del campionato e del fantasista Beccalossi aveva spaccato l’opinione pubblica, specie perché il commissario tecnico gli aveva preferito un Antonioni non al meglio e, soprattutto, un Paolo Rossi fermo da due anni per colpa del calcio scommesse…) arriva il girone infernale, dove le due epiche vittorie con l’Argentina campione uscente e in favorito Brasile cambiarono tutto e ci portarono a fare la storia, perlomeno quella calcistica e battere la Germania in finale.

“Il Viaggio Degli Eroi” è il film, prodotto da One More Pictures con Rai Cinema e Rai Com e distribuito da Altre Storie che sarà proiettato il 20, 21 e 22 giugno in oltre 100 sale cinematografiche per ricordare la vittoria della terza stella mondiale.

Diretto da Manlio Castagna e narrato dall’attore Marco Giallini, è il racconto dell’emozionante trionfo azzurro che portò tutta Italia a festeggiare nelle strade in un’estate che diventò indimenticabile.

“La vittoria inattesa e incredibile degli Azzurri in Spagna – ha dichiarato nella presentazione il regista Manlio Castagna – fu non solo una grande impresa sportiva, ma soprattutto un grande momento di partecipazione e di condivisione nazionale che segnò simbolicamente la rinascita del Paese dopo anni difficili. E’ una storia di valori e di passioni, di impegno e di speranza che va raccontata, soprattutto oggi, in un momento storico difficile, segnato dalla pandemia e dalla guerra. Eppure, come nell’82, l’Italia ha trionfato agli Europei ed alle Olimpiadi: queste vittorie raccontano la forza di un Paese che non si arrende alle difficoltà”.

Quello per la nazionale azzurra fu il terzo mondiale al quale è seguita nel 2006 la quarta stella. Eppure la storia di quella squadra, di Bearzot “il vecio”, di Zoff, Rossi e tutti gli altri è sempre rimasta nell’immaginario collettivo qualcosa di incomparabile. Così come i gol di Pablito e l’urlo di Marco Tardelli dopo il gol in finale…

“Per me – afferma Antonio Cabrini, che era detto “il bello” e che nella finale calciò fuori il rigore del possibile vantaggio azzurro nel primo tempo – questo film celebra non solo i ricordi del Paese meraviglioso che siamo, ma soprattutto l’espressione di un grande sentimento che si creò nel gruppo: compagni di squadra uniti indissolubilmente.  Quel sentimento fu il motore di una vittoria impossibile, che si tramutò in una vera e propria impresa. Dedico il mio ricordo a quegli eroi che oggi ci mancano tantissimo: Mister Enzo Bearzot, Mister Cesare Maldini, il meraviglioso Gaetano Scirea e il mio fraterno amico Paolo Rossi. Ringrazio i produttori, One More pictures, Rai Cinema e Rai Com, in particolare Paolo Del Brocco e Manuela Cacciamani, per aver reso possibile la trasposizione filmica di una così grande emozione. Grazie, infine, a Marco Giallini per la sublime interpretazione”.

Ed è una storia di sport che ogni genitore appassionato racconta ai propri figli perché la differenza non la fece la caratura dei singoli ma solo ed unicamente lo spirito di gruppo. Fulvio Collovati ha ricordato che “Nonostante siano passati quarant’anni, c’è un valore che è rimasto immutato nel tempo. Sono consapevole del fatto che alzare una coppa del mondo non sia da tutti, ma poter contare sull’amicizia profonda dei miei compagni di squadra mi rende ancora più felice”.

Del resto, quel triplo “Campioni del Mondo!” gridato da Nando Martellini è un ricordo non solo per chi ha passione per il calcio, ma per tutti gli italiani.  Per questo la storia dei “ragazzi dell’82” o di quella che fu definita ironicamente “l’Armata Brancabearzot” si presta ad essere vista al cinema: il film ripercorre 11 momenti cruciali, così come 11 sono i calciatori che scendono in campo per affrontare l’avversario.

“Diventare campione del mondo è il sogno della maggior parte dei ragazzi appassionati di calcio. Quando mi chiedono un ricordo dei mondiali del 1982, mi emoziono come se stessi vivendo, ancora oggi, quel meraviglioso giorno”. Parole di Franco Causio, perchè nessuno sceneggiatore avrebbe potuto scrivere una storia come quella.

Autore dell'articolo: Marco Michelli