Teatro: torna in scena “La Lola. De flamenco y poesia”

Francesca Stocchi e Lisa Colosimo sul palco nell’omaggio al poeta Garcia Lorca

Il flamenco è un potere misterioso che tutto il mondo sente e che nessuna filosofia spiega… un potere e non un modo di fare, una lotta e non un pensiero…non è questione di capacità, ma di stile vivente… non è nella gola, sale all’interno a cominciare dalla pianta dei piedi”.

Questo è un aforisma di Federico Garcia Lorca che trovate nell’home page dell’associazione Compartir flamenco https://www.francescastocchi-flamenco.it/

Ed è in qualche modo anche una minima indicazione di quante emozioni suscita il flamenco, forma di arte dichiarata nel 2010 Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’ Unesco.

Francesca Stocchi del flamenco si è innamorata, no, meglio, ne è rimasta folgorata prima di avere la maggiore età tanto che, appena possibile si è trasferita a Siviglia dove ha vissuto per oltre 5 anni e si è formata come bailaora presso le più prestigiose scuole di flamenco e consolidando i suoi studi del baile flamenco con i più grandi maestri e, cosa non da poco, dopo vent’anni continua ogni anno ad aggiornarsi e approfondire recandosi in Spagna tutti gli anni e studia con i maestri più importanti del panorama attuale.

La Lola

Da questa sua passione nasce “La Lola. De flamenco y poesia. Omaggio a Federico Garcia Lorca” spettacolo che, dopo aver girato l’Italia torna in scena a Roma all’ Altrove Teatro Studio dove farà tappa il 9 e 10 aprile con una nuova squadra.

Si tratta di progetto teatrale (e non solo) ideato da ItinerArte e Compartir Flamenco insieme, vuole ispirare un’armonica fusione tra letteratura e danza, musica e poesia; prende vita da un’idea di Francesca Stocchi e Lisa Colosimo, regista, attrice e pedagoga teatrale e sua amica di una vita.

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Omaggio a Garcia Lorca

“La Lola de Flamenco y Poesia” vuole dunque essere un omaggio al grande poeta spagnolo Federico García Lorca, morto prematuramente nel 1936 a causa della guerra civile che ha lacerato la Spagna negli anni ’30. Preso di mira dai franchisti, anche per la sua omosessualità, García Lorca venne fucilato a soli 38 anni e il suo corpo mai più ritrovato.

“Il desiderio è quello di raccontare il poeta Federico Garcia Lorca attraverso alcune tra le più belle e affascinanti creature femminili delle sue opere, dando voci e soprattutto movimenti a queste creature legate profondamente alla sua terra di Andalucia e alla forma artistica che più la rappresenta e meglio la racconta, vale a dire proprio il flamenco. Da questa suggestione è nato il progetto” spiega Francesca.

“Lorca è, purtroppo, uno dei tanti artisti che ci ha regalato parole indimenticabili che toccano l’anima e di cui l’umanità non ha potuto godere appieno segnala la regista Lisa Colosimo. “E, mai come ora, il nostro riallestimento per Altrove Teatro Studio grida alla sopravvivenza della cultura e alla libertà di espressione. La ripresa di questo spettacolo nasce dall’esigenza degli artisti che ne fanno parte di “gridare” che la cultura poetica, la danza, il teatro stesso, sono veicoli potenti e necessari, ora come non mai. Un patrimonio dell’umanità da difendere e che dà speranza di generazione in generazione. In questi tempi cupi siamo voluti tornare in scena, dare voce ad un grande poeta, eliminato come tanti nel mondo, per ridare “battito e dibattito ” alla nostra arte, tramite la sua”.

Stocchi, Colosimo e Rual

A guidare l’alternanza di emozioni sarà il diario immaginario della Argentinita, bailaora intima amica del poeta, che ricorda (anche grazie ad un filmato d’epoca) il loro legame, i viaggi e gli spettacoli messi in scena nelle piazze e i cortili di Spagna ai tempi della compagnia universitaria La Barraca (1932-1936), che García Lorca diresse, con grande spirito pedagogico. Fu il suo teatro ambulante, per far conoscere testi classici della letteratura spagnola alla gente che non aveva facilmente accesso alla cultura.

Idealismo e passione, dunque, con al centro la musica e la danza. L’incedere dei passi di flamenco, i tacchi che risuonano sul palco al ritmo delle mani e delle suadenti canzoni non possono non avvolgere nella magia di una sala prove, di una casa in cui un gruppo di artisti “ospita” il pubblico attraverso il “ritmo dei ricordi”.
Nel gioco del palco è bella anche l’idea che il poeta sia presente. Lo vediamo ancora – grazie al cameo del sempre brillante (e mai banale) Marco Rual – muoversi tra i suoi artisti, silenzioso, anziano, ma sicuro e creativo a dirigere la sua compagnia, “Come se avesse potuto vivere tutti i suoi giorni, tutti i suoi sogni, così come a noi sarebbe piaciuto fosse stato nella realtà. Hanno ucciso solo l’uomo, il poeta Garcia Lorca è ancora tra noi”.

Ad accompagnare recitazione e danza, in questo percorso tra i versi del romancero gitano anche la musicalità dei versi in lingua originale letti da Irene Colosimo, le note calde delle canzoni interpretate da Annarita Rosarillo e il sottofondo della chitarra di Marco Perona, impreziosite dalla presenza di Marco Rual che, come detto, recita nel ruolo del poeta.

“La Lola è un profilo, uno sguardo, una parola, un cenno, un suono, è dare corpo e voce all’amore profondo che García Lorca, nutriva per la sua terra il suo popolo e le sue tradizioni” come hanno scritto nelle note introduttive al lavoro teatrale.

Dal palco alla scuola

Di questo progetto esiste anche una versione interattiva per i ragazzi della scuola media inferiore e superiore. Lo spettacolo avvicina i ragazzi alla poetica di Garcia Lorca e al flamenco attraverso la danza e la musica dal vivo, la recitazione in italiano e in lingua. “Coinvolge i ragazzi perché è pensato in maniera interattiva, si alternano momenti di spettacolo a momenti di coinvolgimento laboratoriale in cui possono approcciare al ritmo, alla musica e alla stessa poesia. E crediamo sia fondamentale anche far riflettere i giovani sulle barbarie delle tirannie, che non capiscono i poeti e quando li comprendono li uccidono” spiega la Colosimo.

Del resto, alla domanda “Che cos’è il flamenco?” la Stocchi ci risponde così: “Il flamenco è arte, espressione, comunicazione, impulso creativo, storia, poesia, ed è importante che le nuove generazioni imparino a conoscerlo perché è patrimonio di ogni persona che vuole avvicinarsi alla bellezza”.

In scena a Roma all’ Altrove Teatro Studio il 9 e 10 aprile.

Autore dell'articolo: Marco Michelli