Al via la 59ma edizione del New York Film Festival

La tragedia di Macbeth sarà il film di apertura della rassegna che quest'anno torna al Lincoln Center di Manhattan dopo una breva trasferta nel 2020 , causa pandemia, negli spazi aperti tra il Bronx, il Queens e Brooklyn.

“Se guardiamo bene ai film di questa edizione, possiamo affermare con certezza che i titoli esplorano le varie forme di creazione dell’arte cinematografica”, ha affermato Dennis Lim, direttore della 59esima edizione del New York Film Festival.

Quasi tutti i 32 lungometraggi in programma sono stati presentati in anteprima mondiale nei festival di tutto il mondo, dal Sundance alla Berlinale, da Cannes a Toronto, fino a Venezia. In effetti, l’unica anteprima mondiale al New York Film Festival di quest’anno sarà il film di apertura The Tragedy of Macbeth di Joel Coen,  il 24 settembre. Il film è il primo realizzato da uno dei fratelli Coen senza il coinvolgimento dell’altro, e segna la prima volta che Denzel Washington e Frances McDormand recitano insieme  sullo grande schermo.

Grande attesa per The Power of the Dog, il primo lungometraggio di Jane Campion dove si affronta il tema spinoso degli attori etero che interpretano ruoli gay, mentre Parallel Mothers di Pedro Almodóvar chiuderà il festival il 10 ottobre. Entrambi sono stati presentati in anteprima a Venezia con Campion che ha vinto il premio per la migliore regia e Penélope Cruz il trofeo come migliore attrice.

Tra i film in concorso, la trilogia di Jonas Carpignano, ambientata in Calabria, A Chiara. un avvincente resoconto delle conseguenze dell’abbandono da parte di un padre della sua famiglia; il toccante documentario animato di Jonas Poher Rasmussen Flee, su un rifugiato afghano alle prese con i traumi del suo passato; Memoria di Apichatpong Weerasethakul, una resa dei conti di tutti gli spiriti che si nascondono sotto la facciata della modernità urbana; Petite Maman di Céline Sciamma, una fiaba malinconica su un legame molto misterioso tra una madre e una figlia; Titane di Julia Ducournau vincitore della Palma d’Oro, un’illustrazione a tutto gas delle pulsioni della morte; e The Worst Person in the World di Joachim Trier, una commedia romantica in grado di restituire la fiducia nel genere umano.

Tornano al festival con nuovi film anche Mia Hansen-Løve (Bergman Island), Bruno Dumont (Francia), Todd Haynes (The Velvet Underground), nonché Hamaguchi Ryûsuke e Hong Sang-soo, entrambi con due film a testa: il primo con Drive My Car e Wheel of Fortune e il secondo con In Fron of your face e Introduction.

Tra le sezioni collaterali degne di nota ci sono Spotlight, una vetrina dei film più attesi e significativi della stagione (tra cui C’mon C’mon di Mike Mills, Dune di Denis Villeneuve, The French Dispatch di Wes Anderson e Red Rocket di Sean Baker); Currents, che cerca di porre l’accento su “forme e voci nuove e innovative”, come dimostrano opere come I diari di Tsugua di Maureen Fazendeiro e Miguel Gomes e Igiene sociale di Denis Côté; e Revivals, una generosa selezione di film rimasterizzati, restaurati e conservati digitalmente (tra cui Assault on Precint 13 di John Carpenter, Wendell B. Harris Jr. Chameleon Street, Hester Street di Joan Micklin Silver e Ratcatcher di Lynne Ramsay). Ed Gonzalez.

Il programma è disponibile al seguente link

https://www.filmlinc.org/nyff2021/schedule/

 

Autore dell'articolo: Monica Straniero