Mandibules, un inno all’amicizia

L'ultima commedia surreale del regista di culto francese Quentin Dupieux, 'Mandibules', racconta l'amizia tra due stupidi alla prese con una mosca gigante. Pesentata in anteprima fuori concorso a Venezia, arriva in sala il 17 giugno

L’ottavo film di Quentin Dupieux, Mandibules, in uscita il 17 giugno, è essenzialmente un film sull’importanza dell’amicizia, un legame spesso capace di vincere gli odi, gli egoismi, le mire utilitaristiche e disoneste. Jean-Gab (David Marsais) e Manu (Grégoire Ludig), due amici sempliciotti e senza un soldo in tasca. Sono in missione per conto di un misterioso cliente: devono semplicemente consegnare una valigetta in cambio di una banconota da cinquecento euro. Ma quando scelgono di rubare una vecchia auto per il viaggio, trovano nel cofano una mosca gigante. Decidono quindi di addestrarla al furto, trasformandola in un drone da rapina, con il sogno di diventare ricchi. Lungo la strada incontreranno però una famigliola borghese in vacanza e da questo incontro non potranno che nascere una serie di disavventure tragicomiche. Solo la giovane Agnès (Adèle Exarchopoulos – La vita di Adele), affetta da un disturbo che la costringe a parlare urlando, si accorgerà infatti che i due ospiti sono impostori e che nascondono un curioso segreto. Presentato alla 77ma Mostra del Cinema di Venezia, una commedia esilarante al limite dell’assurdo, un racconto bizzarro e liberatorio sull’amicizia, dove la leggerezza è un modo per sopravvivere, nonostante tutto. l qualsiasi guadagno materiale.

Il ritmo è abbastanza veloce – il film arriva a 77 minuti – in modo che l’azione non diventi mai troppo stantia, anche se non c’è molto in termini di trama. Con le sue magnifiche commedie surrealiste, alti e bassi a parte,il regista francese ha plasmato una filmografia brillante nel suo genere . Con ‘Mandibules’, il buon vecchio Quentin è riuscito a superare se stesso grazie a un lungometraggio che, pur essendo il più accessibile al grande pubblico , si rivela un’affascinante e folle inno all’amicizia. Un buddy movie che riesce ad addolcire anche i cuori più resistenti. 

Il cinema di Quentin Dupieux è diventato di per sé una sorta di sottogenere , in possesso di una serie di caratteristiche formali e narrative che, in questa occasione, non solo sono più presenti che mai, ma si elevano alla massima potenza. 

Autore dell'articolo: Monica Straniero