Dal 4 giugno su Amazon Prime “Maschile Singolare” di Matteo Pilati e Alessandro Guida

Una storia tutta al maschile creata per raccontare l'universo gay senza giudizi e pregiudizi, ma piuttosto per andare alla ricerca delle radici dell'amore, comunque sia. Prodotto da Rufus Film con Mp Film sarà visibile sulla piattaforma Amazon Prime dal 4 giugno.

La prima cosa bella da raccontare di questo film è che si tratta di una produzione completamente autonoma, con rischi personali vissuti in prima persona. Maschile Singolare è un film nato in maniera del tutto spontanea, dal desiderio di raccontare una storia: da sempre appassionati di cinema, Giuseppe Paternò Raddusa e Matteo Pilati ne hanno scritto la sceneggiatura nei primi mesi del 2019; ai due si è aggiunto Alessandro Guida, il quale ha coinvolto MP Film per curare la produzione esecutiva del film. Quando, a fine 2019, Pilati è stato improvvisamente licenziato dall’azienda per cui lavorava, ha deciso di investire tutta la sua liquidazione nella produzione del film: Maschile Singolare non ha richiesto alcun tipo di contributo pubblico, è interamente finanziato da Rufus Film.

Le riprese del film si sono svolte Roma in tre settimane, a cavallo tra gennaio e febbraio 2020, appena prima dell’inizio della pandemia che ha costretto Pilati e Guida a montare il film “da remoto” nella primavera del 2020. Il risultato è un prodotto cinematografico che rappresenta un’importante novità per il mercato italiano, in cui la distribuzione ha sempre privilegiato titoli che affrontavano storie con protagonisti non eterosessuali e LGBT+ mai abbastanza a tutto tondo e sempre suggerendo un punto di vista profondamente problematico.

Maschile Singolare è un film delicato e antico come i temi che tratta, l’amore, il tradimento, la separazione, la ripartenza, a prescindere che chi li provi sia etero, trans, gay, lesbica o che altro si vuole dire. L’umano è umano e la sua vicenda personale non può avere etichette di genere, per questo per fortuna in questo film i protagonisti, Antonio in primis  (interpretato da Giancarlo Commare) non hanno dubbi riguardo a sè stessi e vivono alla luce del sole le loro psico tragedie.

C’è un altra bella cosa da segnalare nel film, ed è la frase “C’est tout” che riprende l’ultimo testo della scrittrice francese Marguerite Duras raccolto da Yann Andrea, il suo giovane gay amico-amante-compagno (impossibile da definirne il ruolo!) che le è stato accanto fino alla morte. In quei giorni che ne hanno preceduto la scomparsa, la scrittrice era solita raccontare ad Andrea fatti, aneddoti, o semplicemente buttava lì frasi che concludeva con un perentorio “C’est tout”, “E’ tutto”. La chiusura del capitolo, il non volersene più occupare. “Vi amerò fino alla morte, purchè non arrivi troppo presto, è tutto”.

I protagonisti del film la usano per liquidare l’altro, come una presa di posizione definitiva, per non andare oltre gli strascichi indesiderati.

Così Antonio, lasciato dal marito Lorenzo (Carlo Calderone) scopre, con l’aiuto di Denis, uno splendido Eduardo Valdarnini, e Luca (Gianmarco Saurino), di essere capace di prendersi cura di sè stesso e di affrontare la realtà, anche attraverso errori e leggerezze nello scegliersi partner occasionali solo per provarsi al di fuori della relazione matrimoniale. Così trova un lavoro da pasticcere, fa un corso per migliorarsi, recupera una sua dignità lavorativa e trova anche, forse, un nuovo amore. Una storia leggera e piacevole, che si lascia guardare con divertimento e attenzione fino alla fine. E’ tutto. Ma è tanto. E’ la vita.

“Maschile Singolare è un omaggio al cinema che da sempre prediligo – dice Matteo Pilati – quello che racconta quel momento di turbamento, cambiamento e meraviglia nella vita di personaggi del tutto ordinari, in bilico tra il linguaggio della commedia e quello del dramma. Essendomi occupato per diversi anni delle produzioni originali all’interno di grandi emittenti, conoscevo bene le dinamiche produttive dell’industria dell’intrattenimento, ma questa è stata la prima volta in cui ho potuto misurarmi con lo sviluppo e la creazione di qualcosa di mio: per farlo nel migliore dei modi, ho avuto la fortuna di poter contare su una bellissima squadra di collaboratori di grande professionalità, che hanno preso parte al progetto con passione e convinzione”.

“Questo film è stata una sfida – dice Alessandro Guida, abbiamo deciso di realizzare il film in modo indipendente, con le nostre forze. Avevamo poche risorse, solo tre settimane di riprese, ma abbiamo potuto contare su una troupe giovane, unita e motivata, che lavora con me da anni su corti e videoclip: avere la chance di girare un film ci ha dato tanto entusiasmo. Anche i membri del cast hanno voluto e creduto fortemente in questo progetto, dove hanno mostrato tutto il loro talento”.

Autore dell'articolo: Elena Dal Forno

Elena è giornalista dal 1994 e vegana dal 2011. Si occupa di vita in generale, cinema, arte, tennis, cucina vegana. Quando non è al cinema è in viaggio. Spesso la cosa coincide.